Lutto
Gaglianone contro Cetraro: «Il porta a porta va esteso»
FOLLONICA. La gestione dei rifiuti spacca il Pd di Follonica. L’ex assessore all’ambiente bacchetta il suo successore: l’estensione del porta a porta si può fare. Sabrina Gaglianone, consigliere...
FOLLONICA. La gestione dei rifiuti spacca il Pd di Follonica. L’ex assessore all’ambiente bacchetta il suo successore: l’estensione del porta a porta si può fare.
Sabrina Gaglianone, consigliere provinciale Pd, ex assessore della giunta Saragosa, “sgrida” Antonio Cetraro, suo successore in Comune.
L’oggetto della discussione è la raccolta differenziata e di conseguenza l’aumento dei quartieri coinvolti in questa pratica virtuosa. Tre anni di silenzio, ora i lumori tra baldiani e saragosiani vengono a galla, nonostante da via Portogallo (sede del Pd follonichese) si ripeta che il partito è unito e che non ci sono divisioni interne. Tant’è. Di solito però un ex assessore, a meno che non sia della parte avversaria, non bacchetta mai il suo successore, almeno non pubblicamente.
L’estensione del porta a porta, per Cetraro, è stata rinviata solo per non aumentare la Tarsu. «Indubbiamente il sistema del porta a porta – dice la Gaglianone – fa salire vertiginosamente la percentuale dei rifiuti destinati al recupero rispetto a quella destinata a smaltimento in discarica o tramite incenerimento». L’aumento della differenziata secondo il consigliere è cosa buona, visto che leggi nazionali e direttive europee sanzionano con sovrattasse salate il mancato raggiungimento degli obiettivi.
«Ma pagare la sovrattassa sui rifiuti non è come aumentare la Tarsu ai cittadini, senza dirglielo?», chiede Gaglianone. «No, è vero, è peggio –si risponde – perché non fare niente per raggiungere gli obiettivi che la legge impone vuol dire condannare i cittadini a sovrattasse a vita. Amministrare significa avere la visione dello sviluppo di un territorio nel tempo, fissare delle mete e utilizzare i mezzi che si hanno a disposizione per conseguirle. C’è spazio per soluzioni diverse e creative».
Quali? Per esempio dotare i quartieri ancora esclusi da progetto di cassonetti per la raccolta di carta, vetro, lattine e plastica, magari aggiungendo un bidone per la frazione organica. E poi l’educazione dei più piccoli nelle scuole.
«In questo momento – conclude l’ex assessore – i progetti da anni avviati nelle scuole del nostro comune sono stati sospesi o languono nel generale disinteresse, affidati esclusivamente alla buona volontà di qualche insegnante». (p.v.)
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