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Sgominata la banda delle slot

Furti a raffica di videopoker in Maremma: due in manette

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GROSSETO. Prima per loro era scattato l’obbligo di dimora per aver scassinato e svaligiato le slot machine del bar Icché c’è di Monterotondo, poi erano finiti di nuovo in carcere dopo aver tamponato l’auto della polizia durante un inseguimento a Roselle: poco prima avevano rubato due motori fuoribordo. Ora, i carabinieri del nucleo investigativo hanno recapitato al carcere di via Saffi, dove i due si trovano dallo scorso febbraio, la notifica di un’altra ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Valeria Montesarchio, su richiesta del pm Stefano Pizza. Vasile Haivez, 26 anni ed Eduard Pistol, 27 anni, entrambi di origini moldave, secondo gli uomini agli ordini del capitano Andrea Lachi, sono i responsabili di alcuni furti nei bar che si sono consumati in un arco temporale di due mesi circa, in tutta la provincia di Grosseto. A finire nei guai, con loro due, un terzo moldavo che è sospettato di far parte della banda dei videopoker: per lui è scattato l’obbligo di dimora con l’accusa di furto aggravato in concorso.
Le indagini dei militari del nucleo investigativo e delle compagnie carabinieri di Grosseto, Arcidosso e Massa Marittima hanno consentito di accertare come ad essere prese di mira, nel novembre e dicembre dello scorso anno, siano state le slot machines e le macchinette cambia soldi presenti all'interno dei bar e dei circoli di Giuncarico, Roccastrada, Cinigiano, Arcidosso, Follonica ed Istia d'Ombrone.

Dagli apparecchi automatici sono state asportate centinaia di monetine utilizzate dai numerosi clienti per un valore complessivo accertato di circa 40mila euro.

Tutti i colpi messi a segno sono stati preceduti da “sopralluoghi” che venivano effettuati nei giorni precedenti dagli appartenenti al gruppo.
Un reato, quello dei furti di soldi dalle slot machines, che ha interessato e interessa tuttora l'intera Provincia. Le forze dell’ordine più volte hanno chiesto la collaborazione dei gestori dei locali presi di mira. La richiesta non è mai caduta nel vuoto: anche in questo caso i carabinieri hanno potuto contare sui titolari di bar e sui gestori dei circoli che hanno aiutato i militari a dare una svolta alla loro indagine.

Francesca Gori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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