Il dolore
Curava il mal di schiena ma non aveva la laurea
Falso medico condannato: dovrà risarcire anche l’Ordine di Grosseto Nel suo studio c’era anche un macchinario per “ringiovanire”
PUNTA ALA. Era sconosciuto all'Albo dei medici osteopati ma nonostante questo visitava i pazienti e prescriveva loro medicinali ed esami diagnostici per risolvere i problemi alle ossa: la schiena era la sua specialità. Tutto senza aver mai conseguito alcuna laurea. Uno studio esclusivo, quello di Marco Bini, 54 anni, originario di Firenze ma residente da anni a Castiglione della Pescaia. L'uomo da una decina d’anni aveva aperto uno studio in via dei Colombacci, «in un incantevole scenario» c’era scritto sul sito Internet che pubblicizzava il centro «tra pini color smeraldo e spiagge dorate». Ma un giorno, allo studio, dopo aver preso un appuntamento fingendosi clienti, sono arrivati i militari della guardia di finanza: dentro la villetta c’erano attestati universitari di atenei croati e romeni con i quali il sedicente medico si spacciava ai clienti, «per un famoso osteopata» quando invece in Italia quei documenti non hanno alcun valore giuridico. Un “bluff”, quello del falso medico, che è costato all’uomo una condanna a tre mesi, con pena sospesa, al pagamento delle spese processuali e al versamento di diecimila euro, più altri duemila come spese di costituzione all’Ordine dei medici di Grosseto, parte civile nel processo. Esercizio abusivo della professione, si legge nel capo d’imputazione. Bini pubblicizzava via Internet il suo studio. Specializzato nel metodo Oshjro, quell’ambulatorio di Punta Ala aveva anche un nome esotico che richiamava pratiche mediche lontane: Al Bamado osteopathy villa. In una sala dello studio gli uomini del nucleo tributario della finanza avevano infatti trovato anche un macchinario per ringiovanire la pelle, mentre su Internet il centro Osteopatico era sponsorizzato come uno luogo di medicina in cui la «professionalità è applicata in un incantevole scenario».
I militari durante il blitz eseguito nei giorni scorsi hanno sequestrato timbri, ricettari, biglietti da visita e materiale pubblicitario ma soprattutto lo schedario, all'interno del quale hanno trovato circa trecento nomi di persone, per lo più ultracinquantenni che si affidavano con fiducia alle cure del falso medico.
Gli uomini della finanza avevano denunciato l’uomo anche per evasione. Ma al processo che si è svolto davanti al giudice Michele Addimandi (pm Alessandro Leopizzi) il reato esaminato è stato quello di esercizio abusivo della professione. Gli accertamenti sono stati svolti anche in altri ambulatori: a Grosseto, dove il medico lavorava in un centro radiologico a Roma e anche a Castellina Scalo, in provincia di Siena, dove svolgeva le visite in un ambulatorio della Pubblica assistenza.
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