Il Tirreno

Grosseto

Biogas, via libera da Tar e proprietari

di Guido Fiorini
Biogas, via libera da Tar e proprietari

Doppio colpo di scena a Capalbio: il giudice annulla la determina del Comune e Sacra torna in pieno possesso dei terreni

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Doppio colpo di scena nella vicenda capalbiese del biogas. Da una parte il Tar, con sentenza a tempo di record, ha dichiarato illegittima la determina 98/2012, a firma Giancarlo Pedreschi, che annullava il piano di miglioramento agricolo della Sacra. Dall’altra i proprietari dei terreni che avevano inviato al Comune una dichiarazione in cui disconoscevano il contratto di affitto dei terreni sui quali doveva sorgere l'impianto e alla quale aveva fatto seguito la delibera, dopo che Sacra li ha citati in giudizio chiedendo loro nove milioni di euro di danni, sono comparsi davanti al notaio e hanno ratificato sia il contratto di affitto, sia quello di compravendita, revocando la risoluzione dell'affitto stesso.

Il Tar. Ieri la sentenza, da parte dei giudici della seconda sezione, è stata fatta con provvedimento di urgenza e senza neppure ascoltare le parti. In sostanza il giudice ha dato ragione alla Sacra, difesa dall’avvocato Luisa Gracili, riconoscendo che non può essere pretesa la proprietà dei terreni prima dell’autorizzazione. La determina di annullamento, quindi, è illegittima e il Comune è adesso obbligato a chiudere la valutazione d’incidenza, per la quale i termini sono già scaduti da tempo. La Sacra, fra l’altro, può anche chiedere i danni all’Amministrazione per il ritardo.

I terreni. I proprietari, che con le loro carte avevano ingenerato il caos nel procedimento, con l’atto dal notaio di giovedì, riconoscono in Sacra agricola il conduttore e proprietario dei terreni e la validità di tutti gli atti. Sacra, proprietaria già di oltre mille ettari di terreno dislocati lungo la fascia costiera, con questo contratto, e la sentenza del Tar, riapre il procedimento per l'autorizzazione unica alla realizzazione dell'impianto e lunedì, in conferenza dei servizi, si aspetta il via libera.

Cosa succede adesso. Il Comune deve a tempo di record, chiudere la valutazione di incidenza ambientale (sulla quale si sono già pronunciati favorevolmente Regione, Provincia, Soprintendenza, Ministero, Wwf, Enel, Asl, Arpat e Vigili del Fuoco) e portare tutto in Provincia per il rilascio dell’autorizzazione unica. I tempi sono la determinante di questa vicenda perché se Sacra dovesse perdere gli incentivi del quarto conto energia per non poter mettere in funzione l'impianto entro il 31/12, la differenza con quelli del quinto conto energia, anticipati in questi giorni dal ministero, rischierebbe di andare a carico del Comune cui viene addebitato il ritardo. E si parla di oltre sette milioni di euro. Da Sacra nessun commento sulla vicenda, se non una dichiarazione di «fiducia nella capacità del Comune di concludere positivamente l'iter autorizzativo, avendo ormai tutte la carte in mano per farlo».

A questo punto, con la presa di distanza della Provincia, che per bocca del presidente Marras ha accusato senza mezze parole i comitati che avversano l'impianto di un atteggiamento «funzionale a sorreggere un ragionamento pieno di contraddizioni, figlie a loro volta di un ambientalismo ripiegato su se stesso» potrebbe essere messa la parola fine alla questione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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