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Barsanti o Barzanti? Il mistero della piazza che per non sbagliare chiamano “dei circhi”

Barsanti o Barzanti? Il mistero della piazza che per non sbagliare chiamano “dei circhi”

Per un parco appena battezzato, ci sono alcune piazze e strade della città “in crisi d’identità”. Casi di cartelli sbagliati, usi distorti, errori grotteschi. Il più eclatante – se non altro per le...

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Per un parco appena battezzato, ci sono alcune piazze e strade della città “in crisi d’identità”. Casi di cartelli sbagliati, usi distorti, errori grotteschi. Il più eclatante – se non altro per le dimensioni del luogo – è quello di piazza Barsanti, il piazzale del luna park. Eugenio Barsanti, chi era costui? Pur non volendo mancare di rispetto alla memoria dell’inventore del motore a scoppio, l’interrogativo almeno da un punto di vista toponomastico ha una ragion d’essere. A Grosseto, infatti, complice forse l’inflessione dialettale che pettina la “s” come la “z”, la piazza che risulta a lui intitolata viene indicata con due nomi diversi. Ma del patronimico non v’è certezza. Dunque si chiama piazza Barsanti o Barzanti? Il cartello segnaletico propende per la prima versione, confermata anche dall’archivio digitale dell’ufficio toponomastica del Comune. Se non fosse che la delibera con la quale fu approvata l’intitolazione esiste solo in versione cartacea ed è ascosa in chissà quale fascicolo negli archivi dell’anagrafe. A confondere ancora di più le idee ci pensano Google Maps e Gogle Earth dove la piazza, con tanto di tendone del circo, è “Barzanti”. E non è bastato contattare telefonicamente la sede milanese del motore di ricerca a fugare il dubbio. Persino l’edicola lì ubicata nella propria pagina Facebook predilige la “z”. Inoltre basta fare una ricerca tra i comunicati stampa dell’amministrazione comunale, della Regione, dell’Aci o negli archivi dei quotidiani locali per rendersi conto che non esiste una versione omogenea. Fortunatamente almeno gli stradari delle pagine bianche e gialle concordano sul nome “Barsanti”, se non fosse la sua biografia a tendere l’ultima trappola linguistica. L’ingegnere era infatti anche un presbitero, battezzato Nicolò, prese poi il nome di Eugenio. (l.s.)

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