Il Tirreno

Grosseto

Tei: «Presto più zone per spettacoli»

di Lorenzo Santorelli
Tei: «Presto più zone per spettacoli»

L’assessore conferma le multe all’Amministrazione per i rumori: «Sono corrette, ma cambieremo qualcosa nelle zone»

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GROSSETO. La similitudine utilizzata dall'assessore all'ambiente, Giancarlo Tei, per spiegare come sia stato possibile che la polizia municipale abbia sanzionato eventi organizzati o patrocinati dal municipio perché irrispettosi del regolamento per le attività rumorose, punta a rappresentare un'amministrazione forse distratta ma indubitabilmente integerrima. «Se un assessore o un dipendente del Comune lascia la propria auto di servizio o privata in divieto di sosta, deve essere controllato e multato oppure no? – è l'interrogativo retorico che si pone Tei prima della risposta pacifica –. Io ritengo di sì e questo vale anche per chi organizza uno spettacolo per conto del Comune».

Rimanendo dentro metafora, verrebbe da obiettare che è come se l'assessore o il dipendente comunale in questione avesse piantato personalmente il cartello di divieto davanti ad un'area di sosta e poi vi parcheggiasse la sua auto in attesa di un vigile che gli facesse la multa.

Perché è vero che i limiti dei decibel e degli orari vengono fissati da una legge nazionale ed a cascata dalle norme regionali, però sono i Comuni a concedere le deroghe e pianificare la zonizzazione, ovvero la divisione del tessuto urbano in aree con parametri acustici differenti.

«Noi organizziamo gli eventi ma spetta a chi li gestisce rimanere nelle regole – replica Tei – tra i nostri compiti c'è quello di effettuare i controlli e, come si è visto, le sanzioni scattano anche se sono iniziative da noi patrocinate».

L'assessore ricorda che nel 2011 si sono svolti circa 150 tra spettacoli e manifestazioni che, se rapportati ad una durata media di quattro giorni ciascuno, equivalgono a circa 600 iniziative. Sommando a questi tutti gli esercizi che abitualmente producono emissioni sonore, locali, bar e quant'altro, i 18 verbali stilati l'anno scorso dalla polizia municipale appaiono un numero esiguo alla luce di parametri così stringenti.

«Teoricamente tutti o quasi avrebbero bisogno di deroghe» aveva difatti ammesso un funzionario comunale. Il dubbio è che una volta concesse le autorizzazioni preliminari ed eseguita la valutazione di impatto acustico, soprattutto nei confronti delle attività permanenti, ma anche in quelle temporanee di lunga durata come i festival musicali, i controlli vengano effettuati solo a seguito degli esposti.

Così per due esercizi o eventi che abbiano standard identici e si trovino in zone dello stesso livello, risulterebbe più importante il grado di tolleranza dei vicini piuttosto che il rispetto effettivo delle regole. «Ci vuole buonsenso reciproco perché obiettivamente non riusciamo a monitorare tutti – ammette Tei – però il fattore deterrente è quello dei controlli a sorpresa. In caso di infrazioni la prima volta c'è la sanzione, poi si passa alla sospensione ed eventualmente anche alla revoca della licenza».

Al di là dell'aspetto coercitivo, anche l'assessore è convinto che qualcosa vada cambiato nel regolamento per le attività rumorose che però, come tempistica, è legato all'approvazione del nuovo regolamento urbanistico. «

Potremo aumentare le aree adibite ai pubblici spettacoli dove vi sono criteri più elastici» ipotizza Tei. Attualmente sono due, piazza Barsanti ed il pattinodromo a Marina di Grosseto, ma l'intenzioni sarebbe quella di estenderle «alle Mura medicee, o parte di esse (nella speranza che, quanto prima, siano messe nelle condizioni di ospitare spettacoli, ndr), ed al litorale dove affacciano gli stabilimenti balneari. Tenendo però presente che il nostro modello turistico è diverso da quello di Rimini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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