Il Tirreno

Grosseto

Disdici il contratto? Sigilla l’apparecchio

Disdici il contratto? Sigilla l’apparecchio

L’azienda chiarisce, ma tra le norme sul rapporto con gli abbonati spunta una curiosa legge del ’38

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. «Purtroppo gli italiani non leggono mai quando ricevono una lettera. Negli avvisi di pagamento c’è scritto che chi ha regolarmente pagato non deve tener conto della comunicazione». Sembra facile, a sentire il responsabile fiorentino della Direzione abbonamenti Rai, il dottor Tortolici. Ma allora tutta queste persone sono solo distratte e avventate? In realtà le cose sono più complicate.

«Il problema più frequente - spiega il responsabile - è che chi paga non usando il bollettino prestampato ma quello da compilare a mano, magari dimentica di mettere il numero dell’abbonamento e dunque il versamento non viene registrato». Così è capitato al signor Andrea. «È vero - spiega uscendo dalla stanza 14 - ma perché la signorina qui, stamani, c’ha messo un secondo a rintracciare il mio abbonamento e a sistemare tutto e invece a Torino, la centrale, non ci sono arrivati? Ma si può far perdere la mattinata così alla gente?». Andrea se la caverà inviando un fax con la ricevuta di pagamento delle Poste. Il numero, per chi ha lo stesso problema, è 055 2488447.

Eppure c’è anche chi ha pagato col bollettino regolarmente precompilato con il numero dell’abbonamento, nei termini, ed è lo stesso qui ad aspettare. È il caso della signora Maria Elena, che mostra la ricevuta del pagamento. Mistero...

Altro tipo di problema riguarda chi ha pagato anche solo un giorno dopo il 31 gennaio, scadenza del termine. «Le Poste ci mettono un po’ a darci il riscontro dell’avvenuto versamento - spiega Tortolici - a volte anche un mese. Le lettere agli abbonati, però, partono automaticamente alla scadenza del 31 gennaio: chi non ha pagato entro quella data si vede arrivare la comunicazione». In questo caso bisogna pagare solo la mora.

Tutti quelli che hanno mandato la disdetta ma hanno ricevuto la richiesta di pagamento, invece, sappiano che i termini della disdetta sono solo due nell’arco dell’anno: il 30 dicembre e il 30 giugno. Insomma, se uno disdice il 1° gennaio, la rata dei primi sei mesi se la paga, eccome.

Infine il caso curioso della richiesta di pagamento capitata alla signora Laura (si veda box in alto), “colpevole” di non aver informato la Rai del destino del suo televisore dopo la disdetta dell’abbonamento e perciò chiamata a pagare.

«Bisogna sempre dire che fine fa l’apparecchio», spiega Tortolici. Perché? Lo dice una legge che risale addirittura al 1938 (la 246) citata sul sito della Rai che recita: «Nel caso che gli abbonati intendano rinunciare all’abbonamento senza cedere ad altri i loro apparecchi, devono presentare disdetta, entro il 31 dicembre, chiedendo il suggellamento degli apparecchi stessi». Il suggellamento, spiega la norma, «consiste nel rendere inutilizzabili, generalmente mediante chiusura in appositi involucri, tutti gli apparecchi detenuti dal titolare dell’abbonamento e dagli appartenenti al suo nucleo familiare presso qualsiasi luogo di loro residenza o dimora».

Insomma, se cambiate casa e pensate di portarvi dietro il televisore, sappiate che violate la legge. Lo dovete impacchettare e chiudere in garage. Mah... (f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web