Il dolore
Chili di eroina dall’estero: donna in manette
Maxi operazione della polizia, arrestate cinquantasei persone che si erano spartite il territorio
GROSSETO. Trecentocinquanta uomini della squadra mobile di Livorno e di Firenze supportati da un elicottero hanno eseguito 56 ordinanze di custodia cautelare e 21 perquisizioni per la maxi operazione antidroga denominata "Dirty call" coordinata dalle Procure di Livorno e Firenze ed effettuata nelle due città. Un arresto è stato fatto anche a Grosseto, ieri mattina, dove gli agenti della squadra mobile hanno accompagnato al carcere di Pisa una donna di 35 anni, Mamouni Siham, che vive in città. I reati contestati vanno dall'associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale, alla detenzione allo spaccio di stupefacente fino alla rapina e detenzione illegale di armi da fuoco. Una maxi inchiesta che va avanti dal 2008 e che investiga su dodici anni di spaccio a Livorno ma che in qualche modo avrebbe propaggini anche nella nostra città.
Le indagini hanno dimostrato l’esistenza a Livorno di 3 gruppi criminali associati, e di un quarto, analogo, gruppo criminale operante a Firenze e Livorno, i cui componenti, strutturati piramidalmente, con un proprio vertice ed una precisa ripartizione di compiti, erano in stretti rapporti tra loro, dediti tutti all’approvvigionamento e smercio di cospicui quantitativi di eroina e cocaina.
La droga proveniva dalla Tunisia, dai Paesi Bassi e dalla Francia, attraverso corrieri che la occultavano su automezzi o all'interno di ovuli che venivano ingeriti, e veniva poi distribuita a Livorno e Firenze. Ciascun “viaggio” permetteva l’importazione di un quantitativo di cocaina da un minimo di 500 grammi ad un massimo di un chilo e mezzo.
La frequenza di tali viaggi era quindicinale (talora mensile). I quattro gruppi criminali operavano su Livorno con una ripartizione di zone di competenza “elastica”.
Tale ripartizione, però, non evitava saltuarie frizioni tra le organizzazioni. I vari gruppi reclutavano i propri spacciatori esclusivamente tra tunisini, provenienti dalla stessa città e quartiere di provenienza del boss dell’associazione.
Questi venivano fatti entrare clandestinamente in Italia, anche attraverso viaggi dalla Francia fatti all’interno di container. Lo stupefacente veniva trattato, per lo spaccio al consumo, al prezzo medio (anche in relazione alla sua qualità) di 90-100 euro al grammo; 40-50 euro al grammo l’eroina.
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