Sicurezza
Una città “in deroga” per tutti i... rumori
Oltre cento esposti l’anno scorso e 18 verbali, anche per le manifestazioni patrocinate dal Comune stesso
GROSSETO. Dal sacro al profano, nessuno rientra nei parametri. La città sprofonderebbe nel silenzio se venisse rispettato alla lettera il regolamento comunale per la disciplina delle attività rumorose. Se non fosse che, nella migliore tradizione del “fatta la legge trovato l'inganno”, esistono le concessioni in deroga. Senza queste calerebbe impietosa la scure delle sanzioni: dai 516 ai 5mila 160 euro per lo sforamento del tetto dei decibel che aumentano fino a 10mila 329 euro se non viene prodotta la documentazione necessaria o si travalicano persino i confini più larghi concessi dalla deroga.
«Per come è strutturata la norma, è impossibile rispettare i limiti stabiliti» ammettono dagli uffici comunali. Eppure qualcuno non è riuscito a ripararsi sotto l'usbergo del “tutti colpevoli, nessun colpevole” e nel 2011 sono stati 18 i verbali emessi dalla polizia municipale.
Tra i bersagli figurano noti locali come il Nirvana ed il Nob, i luna park di Marina di Grosseto ma anche alcuni insospettabili: il concerto in piazza Dante di Alex Britti, sponsorizzato dalla Helios e patrocinato dall'amministrazione del capoluogo; la kermesse ecologista Festambiente a Rispescia; la notte bianca in centro storico griffata Ascom; il “Cinema in città” allestito nell'area della Cavallerizza sulle mura e persino la festa di Santa Lucia organizzata dall'omonima parrocchia.
Il regolamento, approvato l'anno scorso, è vincolato alla legge nazionale 447 del 1995 ed a pioggia alla normativa regionale che prescrive la suddivisione del territorio in sei livelli: dal primo che comprende le fasce particolarmente protette, come scuole ed ospedali, al sesto riguardante le zone industriali, passando per le aree residenziali o ad intensa attività umana con strade trafficate e negozi.
È importante sottolineare che teoricamente le classi dovrebbero essere sempre contigue, tanto che una seconda non potrebbe confinare con una quinta, ma non sempre è così. In base a questa griglia nel 2005 è stato approvato il vigente piano di zonizzazione che suddivide la città in “aree acustiche”.
Per fare qualche esempio,le Mura sono tutte in terza classe (aree di tipo misto) ma in alcuni tratti, sulla Cavallerizza o sul bastione Garibaldi, scendono in seconda dove si trovano anche piazza Dante, piazza del Sale e la cittadella dello studente. Per determinare l'intensità del rumore, attraverso apposite strumentazioni fonometriche, i tecnici misurano le emissioni sonore ma anche i fattori ambientali. Le tabelle di riferimento sono ripartite in due fasce orarie comprese tra le 6 e le 22. I limiti hanno una forbice ampia dai 35 ad i 70 di decibel.
«Se due persone parlano ad alta voce probabilmente già non rientrano più nei valori minimi - spiega un altro funzionario - mentre per quelli massimi tenga presente che un concerto di musica dal vivo si assesta mediamente sugli 80/85 decibel». Chi voglia ottenere una concessione deve prima produrre una documentazione previsionale, che oggi è possibile autocertificare, e poi sottoporsi alla valutazione di impatto acustico. La questione si complica se è inevitabile bypassare i limiti orari o sonori: occorre fare domanda 45 o 30 giorni prima dell'avvio dell'attività a seconda se sia necessaria una deroga straordinaria o ordinaria in base al numero di persone previste, più o meno di mille ,e della durata.
Una volta ottenuta, si potrà alzare il volume fino alle 2 di notte. Il problema è che Grosseto è stata suddivisa in 36 ambiti in ognuno dei quali possono esserci deroghe per un massimo di 30 giorni complessivi, ad esclusione di alcune ricorrenze (San Lorenzo, Ferragosto e Capodanno). I sopralluoghi della polizia municipale e dei tecnici Arpat possono partire spontaneamente o a seguito di un esposto, “più di 100 l'anno scorso” raccontano disarmati. Dopo la sanzione amministrativa di prassi il fascicolo viene girato alla Procura che valuta se esistano rilievi penali come il reato di disturbo della quiete pubblica. A meno che non si decida di tapparsi le orecchie ed attenersi esclusivamente alle documentazioni.
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