Il Tirreno

Grosseto

Scontro nel Pd su Grosseto Cultura

di Guido Fiorini
Scontro nel Pd su Grosseto Cultura

Otto consiglieri su 12 si ribellano a sindaco e capogruppo: «Basta soldi alla fondazione». Pronto un documento

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GROSSETO. Due terzi dei consiglieri del Partito Democratico si ribellano al capogruppo (e segretario comunale) e al sindaco.

Oggetto del contendere è la fondazione Grosseto Cultura, giunta al rinnovo delle cariche istituzionali. Il terreno dello scontro, dopo polemiche che si trascinano da settimane, è stato martedì sera l’incontro fra il gruppo consiliare, il sindaco Bonifazi e l’assessore alla cultura, Giovanna Stellini. Un incontro dai toni forti, chiuso senza una linea unitaria: al prossimo consiglio comunale, potrebbe succedere di tutto.

Con una stringente sintesi giornalistica i problemi sono essenzialmente due: 1)il nome di Loriano Valentini per la presidenza; 2) il finanziamento del Comune alla Fondazione, 570mila euro nel 2011.

All’incontro di martedì sera c’erano quasi tutti i consiglieri del Pd, mancava solo Veronica Tancredi che, forse strategicamente, ha preferito non partecipare ma, vista la “corrente” che l’ha portata all’elezione, non può essere considerata la nona dissidente, quanto piuttosto la quarta “fedele”. Almeno fino a prova contraria.

L’attacco al ruolo di Grosseto Cultura è venuto da otto consiglieri su dodici: Biagio D’Alise, Maria Chiara Daviddi, Stefania Laurenti, Lorenzo Mascagni, Pietro Migliaccio, Daniela Piandelaghi, Mara Quercioli e Riccardo Tinacci. Con il sindaco e il capogruppo Panfi sono rimasti Saimo Biliotti e Simone Bartolini.

Gli otto hanno fatto presente che, in un momento così difficile per il paese e le finanze del Comune, con il governo che spinge per una revisione delle partecipate, non ha senso dare alla fondazione quasi 600mila euro, magari tagliando in settori più importanti. E del resto una fondazione, in quanto tale, dovrebbe cercare in autonomia i finanziamenti per le proprie finalità. Se deve solo “gestire” i soldi trasferiti dal Comune, tanto vale che lo faccia direttamente l’assessorato, senza tenere in piedi altri organismi.

Nessuno ha mai nominato Loriano Valentini, ma gli otto “dissidenti”, se la fondazione resterà in piedi, chiedono comunque una presidenza più giovane, perché il rinnovamento non resti solo sulla carta. Un nome gradito sarebbe quello di Francesca Marri.

Al termine di una discussione a tratti “vivace”, il sindaco, che in campagna elettorale qualche promessa l’aveva fatta, ha ribadito: «Le nomine le faccio personalmente», ma ha anche concesso agli otto un “taglio” di 150mila euro dai trasferimenti dal Comune a Grosseto Cultura. Ma non è bastato a placare gli animi.

Gli otto, infatti, porteranno un documento in consiglio per ribadire la propria posizione, documento che potrebbe anche diventare una mozione. E a quel punto lo scontro si trasferirà dalle (non tanto) segrete stanze di un incontro politico a una sede istituzionale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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