Finanza
«Multato per il cinema voluto da loro»
La rabbia di Gianni Burronni, organizzatore delle proiezioni alla Cavallerizza: siamo al paradosso
GROSSETO. «È' come se il Comune avesse multato se stesso, però chiedendo i soldi a me. Se non viene trovata una soluzione a questa vicenda, la prossima estate non ci sarà il cinema all'aperto». È difficile capire se emerga più incredulità o amarezza dalle parole di Gianni Burronni, appassionato cinefilo e volto noto in città in quanto deus ex machina del cinema d'essai Stella.
L'anno scorso l'amministrazione gli aveva affidato la programmazione di “Cinema in città”, la rassegna composta da 28 film che aveva nella Cavallerizza sulle mura la propria sala all'aperto. Un'iniziativa fortemente voluta da entrambe le giunte Bonifazi, ed in particolar modo dall'attuale assessore alla cultura Giovanna Stellini, per allietare le serate di mezz'estate di grossetani e turisti che propendevano per la città piuttosto che per le località balneari. Se non fosse che a gennaio di quest'anno Burronni si vede recapitare una multa di 526 euro per non aver prodotto la documentazione richiesta, in particolar modo la valutazione di impatto acustico, nei tempi prestabiliti. «L'amministrazione insisté più volte affinché mi occupassi di un'iniziativa che comporta un impegno gravoso – premette Burronni prima di cominciare il suo racconto kafkiano –. Mi rivolsi all'ingegner Pettini per effettuare le rilevazioni fonometriche che poi consegnai all'ufficio servizi ambientali. Il funzionario comunale però mi chiese un’ulteriore certificazione». Niente di insormontabile se non fosse che «il cinema era attivo solo in fine settimana, quando nell'adiacente piazza del Sale c'era sempre confusione e non era possibile fare accertamenti che non fossero sporcati da rumori esterni, soprattutto in concomitanza con le notti bianche organizzate dall'Ascom». Quando ad agosto gli uffici comunali chiudono i battenti per le ferie, la questione sembra esser finita nel dimenticatoio. «Da allora nessuno mi ha fatto sapere più niente, nonostante avessi sottolineato che erano stati gli stessi sindaco Bonifazi ed assessore Stellini a volere il cinema all'aperto». L'estate finisce, trascorre anche l'autunno e si arriva all'inverno «senza uno straccio di comunicazione né verbale né epistolare». Questo fino a gennaio, quando la polizia municipale dimostra le sue attenzioni tutt'altro che gradite notifica la sanzione. Burronni ovviamente decide di fare ricorso ed entro i 60 giorni di tempo invia una lettera indirizzata direttamente al primo cittadino per chiedere di poter far valere le proprie ragioni: «Ma ancora nessuno mi ha risposto». La storia è emblematica per sottolineare come tra le maglie strette del regolamento possa impigliarsi anche chi ha, o vorrebbe avere, tutte le carte in regola. «Ma i limiti sono imposti dalla legge nazionale e non possiamo farci niente – ribatte Giancarlo Tei, assessore all'ambiente sotto la cui responsabilità si trova anche la gestione acustica – inoltre bisogna distinguere le manifestazioni di pubblico spettacolo da quelle di altro genere. Nelle nostre possibilità c'è solo una zonizzazione mirata degli eventi». Eppure il piano vigente è stato approvato nel 2005 e da allora non ci sono state modifiche. «Perché in linea di massima va bene così – afferma Tei – se ci metteremo le mani non sarà per stravolgerlo ma, eventualmente, per modificare i criteri per le deroghe». Con il vincolo di 30 deroghe per ogni zona, si può facilmente immaginare che con gli stabilimenti balneari o le due settimane necessarie alla festa democratica sulle Mura, si saturi facilmente il bacino delle concessioni straordinarie. «Dobbiamo conciliare le esigenze di tutti e non possiamo fare miracoli». (l.s)
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