La manifestazione
La querela di Bizzarri ora va a giudizio
Gli ex leader dell’opposizione chiamati in causa per un volantino diffuso in paese un anno fa: «Parole diffamatorie»
SCARLINO. Gli scontri sul porto di Scarlino sono stati tanti, nel corso del tempo. Se oggi a tenere banco c’è quello tra sindacati e Marina Management sui licenziamenti, l’anno scorso n’è andato in scena uno strettamente politico, tra maggioranza e opposizioni. Tanto aspro da terminare con una denuncia per diffamazione da parte del sindaco Maurizio Bizzarri.
E oggi le controparti, Alduvinca Meozzi e Mauro Erminio Ontani, all’epoca leader delle opposizioni, sono stati convocati di fronte al giudice di pace per rispondere di queste accuse.
Oggetto della contesa un volantino, distribuito all’inizio dell’estate 2011 in tutti i centri abitati del comune, in cui si rimarcavano le diversità tra il porto del Puntone e quello di San Vincenzo, soprattutto in termini di concessioni. Non c’era un nome a firmare questo volantino, ma due simboli: quello di Insieme per Scarlino e la Rinascita di Scarlino, cioè le liste d’opposizione. «Lo scopo (del volantino, ndc) è quello di mettere in cattiva luce l’istituzione Comune, gli organi e il sindaco con evidenti finalità diffamatorie», tuonò Bizzarri.
L’iter ora è terminato. Partito alla fine del giugno scorso con il sindaco nella caserma dei carabinieri: lì parlò di «diffamazione», perché, disse, le vicende del porto «sono note e documentate e non è possibile ritenere che non siano conosciute anche dai rappresentanti delle liste che hanno redatto i volantini». Queste le parole di Bizzarri ai militari ai quali sporse denuncia contro ignoti.
Come detto, non c’erano nomi su quei fogli che circolavano tra le vie. Però non è stato difficile individuare volti in riferimento ai simboli: Meozzi, per Insieme per Scarlino, e Ontani per la Rinascita.
La denuncia non è mai stata ritirata e così la vicenda arriva di fronte a un giudice, quello di pace di Grosseto, che ha convocato entrambi i rappresentanti delle opposizioni l’11 maggio per l’udienza.
Un appuntamento che non preoccupa i due, i quali già l’estate scorsa, in una nota congiunta, commentarono la denuncia così: «questo strumento non produrrà nessun effetto pratico, perché le cose che abbiamo detto sono vere e documentate. Con questa iniziativa si cerca di distogliere l’attenzione dei cittadini sui problemi irrisolti del nostro territorio, indirizzandola verso un dibattito astratto e irrilevante».
Le “cose vere e documentate” sul volantino erano rafforzate con dei numeri. Furono quelle cifre, in fondo, a scatenare le ire del sindaco. Ad esempio, si metteva in risalto come il Comune di San Vincenzo riscuotesse 440mila euro annui dalla società che gestisce il porto, così come previsto dalla concessione, mentre quello di Scarlino zero.
«È stato abbondantemente spiegato – disse allora Bizzarri - che il Comune di San Vincenzo ha bandito per la costruzione del porto una gara pubblica, in cui veniva prevista l’erogazione del canone (di 440mila euro). Quello di Scarlino, invece, nel 2001 rilasciò la concessione demaniale per la realizzazione del porto senza pubblica gara e non ha potuto chiedere importi aggiuntivi rispetto al canone demaniale regolarmente corrisposto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
