Finanza
Ed esplode il caso dell’etichetta “clonata”
Il logo della lista e il vino “Gli archi” hanno lo stesso disegno: «Falso, qualcuno mi vuole screditare»
PITIGLIANO. Se non sono uguali si assomigliano parecchio. Il disegno che sta in primo piano nel simbolo della lista Un Futuro per Pitigliano di Pietro Ferri, sostenuta da una parte del Pd, Sel, Udc e dalla coordinatrice locale del Pdl Tina Pezzone, proprio sopra al tricolore - viene contestato da alcuni pitiglianesi - è la stessa immagine già presente nell’etichetta di una bottiglia della Cantina di Pitigliano, quella che Ferri dirige, ovvero il Bianco doc denominato “Gli archi”.
Ieri, a Pietro Ferri, abbiamo chiesto spiegazioni anche su questo. «Non è vero. E poi gli archi di Pitigliano sono lì per tutti, sono un simbolo del paese. Non dovevamo usarli solo perché già raffigurati in un’etichetta?».
Quando facciamo notare che sembra proprio la stessa immagine, lo stesso disegno, e che le bottiglie possono essere un mezzo spot elettorale, la risposta è perentoria: «Non è così, è un'altra accusa fuori da ogni logica. Comunque lo so bene chi sono i mandanti di questa campagna tesa a screditare me e la lista. Alcuni candidati sono in difficoltà e si attaccano a tutto. A me invece piace pensare che se sono stato individuato per certi ruoli, e altri no, la spiegazione risiede nelle mie qualità e capacità, nella mia storia politica. Sono convinto che i pitiglianesi alla fine sapranno comprendere e scegliere al meglio». (gb)
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