Il Tirreno

Grosseto

“Ccn” al debutto: molte idee, pochi soldi

di Maurizio Bernardini
“Ccn” al debutto: molte idee, pochi soldi

Commercianti pronti per il bando. E spunta la proposta di un centro tutto pedonale: «Proviamoci almeno un giorno»

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GROSSETO. È trascorso poco meno di un mese dalla nascita del Centro commerciale naturale del centro storico. Scopo del gruppo quello di promuovere, tramite una fitta rete di iniziative, il salotto buono della città, garantendo idee ed impegnandosi nel reperimento di fondi. Ad oggi di novità non ce ne sono molte, ma qualcosa sembra muoversi.

Il comitato direttivo si è già riunito una prima volta e un secondo incontro è previsto per domani. Tra le idee in ballo quella dedicata alla creazione di strutture semi permanenti, dislocate in vari punti del centro storico, da utilizzare per manifestazioni ed eventi continui anche se «Il problema – precisa il presidente del Ccn Andrea Marchionni – sono i quattrini».

Infatti, se è innegabile l'appoggio, perlomeno a parole, di tutte le componenti tirate in ballo dalla costituzione del Ccn - dalle banche sino alla Camera di commercio, passando da Comune e Provincia sino alle associazioni di categoria - la questione è sempre la stessa: dove sono i soldi? È anche per questa ragione che la neo costituita realtà ha spinto sull'acceleratore per giungere ad una sintesi delle tante posizioni in gioco, in tempi tutto sommato ragionevoli. L'oramai famoso bando della Regione, con scadenza la fine di maggio è lì, pronto per essere colto. Il contributo che Firenze ha scelto di destinare ai Ccn che dimostreranno di avere determinati requisiti va dai 30 ai 50 mila euro. Ma conquistare questa fetta di denari non sarà semplice: «Certo parteciperemo – conferma Marchionni – ma da qui a dire che otterremo i soldi ce ne corre di strada».

L'impressione è che sia decisamente più semplice reperire finanziamenti da parte di privati, istituzioni locali e banche piuttosto che vincere la gara regionale. Intanto gli iscritti al Centro commerciale naturale hanno sfondato quota sessanta. In origine gli esercenti che avevano scelto di scommettere sul nuovo soggetto e puntare i cinquanta euro necessari per iscriversi erano 48. Un risultato ancora tutto sommato contenuto, probabilmente viziato da diffidenze e scarso entusiasmo in un ambiente che, durante gli anni, si è distinto più per le divisioni e le liti che per lo spirito unitario.

Eppure, il presidente del Ccn pare convinto a lottare con forza per far valere quel ruolo di mediazione che gli è stato affidato: «La mia è una funzione di ascolto, per questo ho fatto molti incontri nelle ultime tre settimane, da quando cioè il Ccn è stato registrato in ogni luogo preposto. Sono il collante tra commercianti e istituzioni? Sì, è così e devo dire che sino ad oggi ho visto molta voglia di remare verso la stessa direzione e non è poco».

Ma di cosa ha bisogno il centro storico per risollevarsi? Sono in molti i commercianti che parlano di un'eventuale pedonalizzazione totale dell'area, continuamente soffocata dalle auto. «Rendere tutto pedonale – sottolinea Marchionni – sarebbe un'ottima idea. Ma dovrebbe essere il Comune a fare questa scelta, aprendo ad un'altra idea di città. Per il momento potrebbe essere scelto di adottare una misura di questo tipo in una data prestabilita, come ad esempio l'ultimo sabato del mese. Credo sarebbe importante, infine, evitare di organizzare manifestazioni che occupino il suolo adibito a parcheggio. Naturalmente non parlo del mercato. Meglio lasciare i posti auto e coinvolgere l'interno della cerchia muraria». Intanto sembra prevista per il sette maggio la presentazione del Ccn all'intera città.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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