«Me lo sono trovato davanti, avevo paura»
Dieci minuti faccia a faccia con il bandito: Laura Mascagni è stata la prima ad entrare nella filiale
CASTIGLIONE. Laura Mascagni, la giovane dipendente dell’ufficio titoli della Cassa di Risparmio, grossetana che vive a Casotto dei Pescatori, è stata la prima ad essere sequestrata dal rapinatore incappucciato con il passamontagna. «Erano da pochi minuti passate le otto – racconta – ho aperto io la banca, da sola. Appena sono entrata mi sono trovata di fronte l’uomo, con la pistola in pugno, e da lì è iniziata la rapina». Un vero e proprio choc per la Mascagni, durato poi circa trenta minuti: «È sbucato da dietro una cassettiera – aggiunge Laura – per dieci lunghi minuti siamo rimasti da soli, e devo dire che ho avuto davvero paura, anche perché non sapevo cosa fare e lui aveva questa pistola in pugno, e chiedeva informazioni sull’apertura della cassaforte. Poi sono arrivati alla spicciolata i colleghi, a cui è toccata la stessa sorte. Un paio li ha ammanettati con le classiche fascette che usano gli elettricisti, voleva i cellulari di tutti e li ha fatti accovacciare in un angolo». La Mascagni quando racconta la sua storia in strada è decisamente più rilassata, con la tensione ormai alle spalle; in passato aveva già subito un’altra rapina ma in una filiale diversa: «Il momento forse più drammatico è stato sicuramente quando è arrivato il vigilante con i soldi per il bancomat. Ecco, abbiamo davvero tremato tutti, anche perché non sapevamo che reazione potesse avere il rapinatore di fronte ad un uomo armato anche lui. Invece il vigilante è stato bravissimo, senza mosse brusche, ha reagito con calma. Il rapinatore parlava continuamente con il suo complice. Ha messo tutti i soldi dentro un borsone, come quelli che si usano per andare in palestra ed è fuggito da dove era entrato, dalla finestra rotta sul retro. A quel punto abbiamo dato l’allarme».
Fuggito, dopo aver messo in quel borsone trentun mila euro e la pistola del vigilante.
Quando la pattuglia del norm di Grosseto ha incrociato a Barbaruta quella Y, ha visto che l’uomo che era al volante non aveva una faccia raccomandabile. Cercavano due rapinatori e hanno fatto bingo. La Y è uscita di strada dopo un inseguimento mozzafiato e i carabinieri sono riusciti ad arrestare i due rapinatori. In auto hanno trovato tutto quello che cercavano: arnesi da scasso, le ventose utilizzate per togliere il vetro, la pistola giocattolo e quella appena rubata al vigilante, insieme ai soldi. (en.gi.)
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