Sicurezza
Ex Mabro, oggi gli anticipi della cigs
La Banca della Maremma pagherà i primi soldi: mancano ancora i certificati di garanzia di Fidi Toscana
GROSSETO. La buona notizia è che oggi la Banca della Maremma pagherà l’anticipo della cassa integrazione straordinaria ai duecento dipendenti della Mabro che da febbraio non hanno visto accreditato sul conto il loro stipendio. Nonostante che manchino ancora i certificati nominali di garanzia per ciascun lavoratore, che devono essere inviati all’istituto di credito da Fidi Toscana, la Banca della Maremma ha deciso di anticipare quei soli. «È una questione morale», dicono nelle stanze del grande palazzo che si affaccia sul corso.
La questione è complicata. Da una parte Andrea Barontini ha chiesto all’istituto un fido di 500mila euro per pagare anche gli stipendi dei dipendenti che sono attualmente al lavoro. Soldi però che non possono ancora essere deliberati perché mancano alcuni documenti. Dall’altra si va avanti con la cassa integrazione: i soldi, come già successo l’anno scorso, saranno anticipati dalla Banca della Maremma. Ma anche in questo caso, quello che manca è la garanzia da parte di Fidi Toscana. E i lavoratori cominciano ad essere insofferenti per la situazione: ieri mattina, durante l’assemblea, chi attualmente taglia, cuce, stira all’interno del capannone di via Senese ha deciso di mettere alcuni paletti. O lo stipendio o la cassa integrazione.
«Chi è ora al lavoro - spiega Nadia Perino, rsu Cgil - non sta riscuotendo lo stipendio. Ci sono dipendenti che riescono anche ad aspettare qualche giorno in più, ma chi ha scadenze da rispettare ora preferirebbe davvero andare in cassa integrazione». Comunicazione questa, fatta anche ad andrea Barontini, che sta cercando di sistemare la faccenda senza dover rinunciare alla produzione, che piano piano sta riprendendo il via. I dipendenti che oggi sono al lavoro sono una settantina per quattro giornate. Ci sono alcuni capi su misura da consegnare e c’è un nome, quello della Mabro, da consolidare sul mercato. Però, dall’altra parte, ci sono due mesi di stipendi arretrati da riscuotere. «Per questo abbiamo richiesto un nuovo incontro in Regione e con le istituzioni - aggiunge Perino - per cercare di accelerare tutto questo iter che sta davvero mettendo in difficoltà tutti i dipendenti». Dalla Regione, le rassicurazioni ai dipendenti non mancano. Quello che però sembrano mancare sono i documenti. I certificati che permetterebbero alla banca di anticipare quei soldi in attesa della delibera del ministero. Lo ha fatto per una trentina di dipendenti il Monte dei Paschi, e oggi alla Banca della Maremma verranno pagati gli anticipi di febbraio a tutti i duecento i lavoratori della Mabro che stanno aspettando i loro soldi. Se entro il 27 non ci saranno, verrà convocata un’altra assemblea per decidere se continuare a lavorare oppure se incrociare le braccia.
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