Il Tirreno

Grosseto

Tiemme, Comitato a quota 100

di Maurizio Bernardini
Tiemme, Comitato a quota 100

Si allarga la base dei lavoratori “dissidenti”: «Vogliamo un’assemblea unitaria di tutti i sindacati»

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GROSSETO. Saranno pure una minoranza, ma passare da sessantacinque a un centinaio di adesioni in poco più di una settimana non è cosa da poco: il Comitato del lavoratori Tiemme spinge sull'acceleratore e tira dritto per la propria strada.

«È dal 1994 che sindacati e azienda camminano di pari passo nell'abbattimento dei diritti dei lavoratori. È ora di cambiare, d'ora in avanti vigileremo sul loro operato»: queste le pesanti accuse con cui aveva esordito il gruppo autonomo. Altre proteste, rivolte sempre alle sigle di rappresentanza, puntavano il dito su di una mancata trasparenza e una scarsa informazione sugli accordi di volta in volta firmati. Una presa di posizione cui erano subito seguite numerose critiche, prese di distanza e qualche tentativo di ridimensionamento. «Sessantacinque su mille e duecento, sono solo una minoranza» avevano fatto intendere - all'indomani della costituzione del Cdl - pressoché unanimemente tutti i rappresentanti dei cinque sindacati riconosciuti all'interno dell'azienda. Oggi, tramite un'articolata nota stampa, l'ennesimo capitolo di una guerriglia interna che pare proprio essere lontana dal placarsi. Sì, perché sebbene gli aderenti al Cdl tengano a precisare di non voler rispondere a «Provocazioni gratuite»" e di voler mantenere il dibattito «Su di un piano costruttivo», i toni del comunicato sono tutt'altro che amichevoli: «Se molte assemblee indette da singoli sindacati sono andate deserte - pungono dal gruppo autonomo - la colpa non è certo nostra, ma della distanza siderale che c'è tra sindacato e lavoratori. Nessuna assemblea unitaria è mai stata organizzata dai sindacati per spiegare le motivazioni del passaggio da Rama a Tiemme, gli obiettivi della neonata società e il futuro che si prospetta per il trasporto pubblico regionale. I lavoratori vogliono il dibattito ed il confronto. Ciò si può avere solo nell'assemblea unitaria, un segno di democrazia e di partecipazione collettiva».

Poi l'avvertimento: «Non abbiamo timori a porre domande sulle prospettive future del nostro lavoro. Se le risposte dei sindacati non saranno soddisfacenti andremo a fare le stesse domande all'assessore regionale ai trasporti Luca Ceccobao». La posizione del Comitato è estremamente convinta anche nel rispondere a chi prevedeva un'iniziativa che si sarebbe sciolta come neve al sole al momento di presentare idee: «Le proposte le devono fare i sindacati durante l'assemblea unitaria. Lì i lavoratori le valuteranno e daranno, nel caso, il loro mandato per il percorso da seguire. Gli accordi che vengono firmati vanno ad incidere sulla vita di ognuno di noi e vogliamo quindi esserne partecipi».

E il presunto squilibrio di potere tra i vari territori rappresentati in Tiemme? «Il segratario della Cgil ha fatto intendere che i lavoratori senesi hanno un notevole peso sulla trattativa - punzecchiano dal Cdl - ma il destino dei dipendenti si dovrà giocare su programmi e proposte che dovranno rappresentare anche chi non ha una tessera di appartenenza».

Insomma, l'aria che tira non pare essere certo delle migliori. Il comitato è conscio del proprio peso: un centinaio di iscritti, su un gruppo totale di lavoratori che in Maremma supera di poco le trecento unità, è tutt'altro che da sottovalutare. Certo, Tiemme è una realtà più ampia, molto diversa dalla vecchia Rama, ma dal Cdl già qualcuno inizia a non escludere che l'iniziativa autonomista possa essere replicata anche negli altri territori provinciali, assumendo ben altre dimensioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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