Il Tirreno

Grosseto

Tagli ai bus, la rivolta è bipartisan

di Alfredo Faetti

Lo stop alla corsa per Siena fa infuriare maggioranza e opposizione. E tutti giurano battaglia

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MASSA MARITTIMA. Dopo i cittadini, i sindacati e il popolo di Internet, anche il mondo politico massetano – dalle istituzioni ai rappresentanti di partiti e movimenti – si scaglia con armonia bipartisan contro i tagli alle corse degli autobus.

Sul banco degli imputati c’è il Consorzio trasporti toscani, reo di aver diminuito la tratte in base al solo numero delle utenze, senza tener conto del servizio alla comunità.

Su tutto, c’è il taglio alla linea Massa Marittima – Siena ad aver fatto saltare i nervi alla città.

E in questo contesto la politica massetana, all’interno delle proprie stanze, prepara il contrattacco al Consorzio, ognuno con i mezzi che ha a disposizione.

L’amministrazione comunale, ad esempio, è alle prese con la stesura di un progetto da presentare in Regione, insieme ai colleghi di Chiusdino (alle prese con il solito problema) e l’Uncem Toscana, in modo da trovare una soluzione che possa andare incontro alle posizioni di tutte le parti in causa.

Il sindaco Lidia Bai del resto è stata chiara nei giorni scorsi: «Non siamo cittadini di serie B».

Anche l’opposizione, però, non se ne sta con le mani in mano e interpretando il suo ruolo, tiene sull’allerta l’amministrazione.

«Presenteremo un’interrogazione in merito e invitiamo il nostro sindaco a intraprendere ogni azione a tutela della collettività», scrive sul sito di Massa Comune il consigliere Gennaro Orizzonte.

«Come si può pensare di rimanere a vivere in una cittadina come Massa Marittima, dove ogni giorno vediamo sfuggire servizi essenziali come l’istruzione, il trasporto e la sanità?».

Il movimento civico, per bocca del suo rappresentante, parla in senso collettivo.

«Veniamo sempre attaccati di “voler rimanere chiusi dentro le mura” – si legge ancora sul sito di Massa Comune – ma con i nuovi tagli al trasporto pubblico locale saremo costretti a farlo, grazie alla sistematica riduzione delle corse da e verso i comuni limitrofi, con buona pace degli studenti, dei lavoratori e delle persone che assistono i loro cari, nonché degli abitanti della frazioni, grande patrimonio della nostra città. Questo è il diritto alla mobilità che il Comune, la Provincia e la Regione vogliono garantirci?».

Anche perché, conti alla mano, «andare a Follonica con il pullman costa 2,60 euro: paradossalmente, andarci da soli con un trattore costa meno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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