Il dolore
Quando Valter Lavitola faceva affari in Maremma
Il faccendiere del caso Tarantini-Berlusconi gestì una tenuta di caccia a Civitella Un testimone ai pm: «Ci portava anche 50 persone per volta, politici compresi»
GROSSETO. Un business mare e monti che prima di approdare nelle pescose coste del Sudamerica è passato anche dalla prolifica macchia maremmana.
Prima di cominciare a collezionare guai giudiziari, Valter Lavitola, ex direttore dell’Avanti balzato alle cronache per l’affaire Tarantini-Berlusconi e finito dritto in carcere ieri dopo una latitanza di sei mesi in Sudamerica – dove ha sempre detto di occuparsi dei suoi affari nel commercio ittico – coltivava una grande passione: la caccia. E a metà anni Novanta ha provato ad avviare un’attività ricettivo-venatoria nella Tenuta di Bagnolo, 300 ettari nel comune di Civitella Paganico.
Lo rivela l’ex collaboratore dell’ex direttore dell’Avanti, il giornalista e storico Raffaele Panìco, 48 anni, oltre dieci anni passati al quotidiano tra mansioni di segreteria e collaborazione giornalistica poi naufragati tra cause e transazioni per vedersi riconosciuto il proprio status professionale. Naufragati, a dire il vero, nel veleno proprio per le richieste “extra” alle quali Panico a un certo punto ha detto basta.
Il perché lo ha spiegato lui stesso ai pm napoletani che indagano sul giro di finanziamenti pubblici per l’editoria che sarebbero stati usati da Lavitola per avviare alcune attività imprenditoriali. Ascoltato in qualità di persona informata dei fatti, nella sua deposizione, riportata nell’ordinanza di custodia cautelare per Lavitola emessa domenica, Panico ha raccontato di aver subito pressioni dall’ex direttore che lo avrebbe costretto a inviare all’estero, tramite i suoi conti correnti, soldi erogati all’Avanti a titolo di contributi per l’editoria. Il direttore li avrebbe poi usati per avviare diverse attività. «Cinque o 6 milioni di lire per volta per 17 o 18 volte - spiega al Tirreno - ma io gli dissi: “io queste schifezze non le faccio, torno a fare il giornalista».
Per lunghi anni, però, Panico ha lavorato fianco a fianco con Lavitola e, dunque, ne conosce bene le attività imprenditoriali. Le stesse che ha ricostruito poi davanti ai pm: una produzione di pomodori a Teano, un’azienda di costumi da bagno import-export in Brasile e, appunto, un’azienda agrofaunistica a Grosseto: la Tenuta di Bagnolo.
«La prese in gestione nell’autunno 1995 - spiega Panico al Tirreno - e ci portava gruppi di cacciatori dal venerdì alla domenica, anche 40 o 50 persone per volta. C’erano politici, medici, giornalisti, ma durò solo 3 mesi per via di alcune irregolarità che lo costrinsero a chiudere. Ad esempio non c’era la licenza per macellare gli animali e mi pare che i caprioli non avessero dei vaccini».
La breve esperienza maremmana dell’imprenditore Lavitola non rientra – va precisato – tra le attività sotto osservazione dei giudici (che hanno, d’altro canto, il loro bel daffare con vari procedimenti per presunti reati: estorsione ai danni di Berlusconi avviato dalla Procura di Roma, induzione a mentire a Tarantini a Bari, truffa ai danni dell’Avanti, e poi gli appalti a Finmeccanica e la P4 a Napoli, e corruzione internazionale emesso dalle autorità panamensi). Il finanziamento all’Avanti risale, infatti, solo alla primavera del 2000, dunque i soldi per Bagnolo non potevano provenire da lì.
Lavitola, però, non è passato inosservato a Grosseto. «Fu anche convocato dai carabinieri per dare spiegazioni su alcuni aspetti amministratividell’azienda». Ma le cose non vanno bene e sull’impresa cala il sipario. Lavitola resta però un cacciatore appassionato e lo conferma anche il suo legale a Napoli, Gaetano Balice. «Di questa contestazione specifica su Bagnolo non so niente - spiega - non ho ancora letto l’ordinanza, ma che abbia la passione della caccia è vero».
La Tenuta, nel frattempo, ha cambiato gestione passando dalla Cavallo spa degli anni ’90, alla gestione fallimentare durata 3 anni, fino al nuovo proprietario nel 2000. Tra gli addetti all’azienda, però, c’è chi ricorda Lavitola. Anche se più come cacciatore che come gestore.
Altro servizio a pag. 7
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