Sicurezza
Ma l’azienda di Alberese non c’è più
Cambia l’orientamento dell’assessore Salvadori: «Puntiamo a valorizzarla, anche con i giovani»
ALBERESE. «Stiamo valutando la possibilità di avviare un percorso che porti, entro il 31 dicembre 2011, ad una cessazione della gestione diretta dell’azienda agricola di Alberese». Così recitava la risoluzione che oltre un anno fu approvata a maggioranza dal consiglio regionale, facendo arrabbiare gli amministratori grossetani e peggiorare i rapporti – già difficili – tra la Maremma e Firenze.
Al proclama, per fortuna, non sono seguiti i fatti. Magazzini Lorenesi, Villa Granducale, Spergolaia e tanta terra al momento restano fuori dall’ultima vetrina immobiliare. La Regione ha corretto un po’ il tiro, anche su pressioni del territorio.
Stiamo parlando di quasi 5mila ettari, dei quali 700 di pineta e 2mila di bosco più 53 di vigneti, 300 di oliveti (con 80mila piante) e altri 600 coltivati con prodotti biologici; 500 a pascolo. E ancora 50 dipendenti, che si occupano anche di 500 vacche e 70 cavalli allevati allo stato brado. In più Alberese ospita la Casa della Biodiversità della Fondazione Slow Food.
Di recente l’assessore Salvadori ha spiegato che su Alberese ci sono progetti di rilancio che passano dal coinvolgimento dei giovani, la creazione di cooperative per le filiere dell’olio, del vino, dei cereali, del florovivaismo e della zootecnia. «Stiamo lavorando a bandi per under 30. Con 4-5 milioni d’investimento, affitteremo alcuni ettari a serre per ortaggio, che daranno lavoro a 15-20 persone». (g.b.)
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