Il Tirreno

Grosseto

ASILI “NEGATI”, LA DIRIGENTE

«Il quartiere è cresciuto ma non i posti a scuola»

«Il quartiere è cresciuto ma non i posti a scuola»

GROSSETO. «Forse l'amministrazione, nella pianificazione della città, rilasciando concessioni edilizie ad uso abitativo, dovrebbe prevedere anche i servizi per l'utenza e le scuole dovrebbero essere,...

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GROSSETO. «Forse l'amministrazione, nella pianificazione della città, rilasciando concessioni edilizie ad uso abitativo, dovrebbe prevedere anche i servizi per l'utenza e le scuole dovrebbero essere, forse, una priorità». È uno dei passaggi della nota della dirigente scolastica del primo circolo di Gorarella, Barbara Rosini, che interviene nella vicenda delle famiglie che, per una decisione del dirigente del quinto circolo di Barbanella, che ha modificato i confini dello stradario di propria competenza, si sono trovate a non avere un circolo didattico di appartenenza, “apolidi” come li ha definiti lo stesso provveditore agli studi quando alcune mamme le hanno rappresentato il problema. Trattandosi di una fetta di città tra via Sauro, viale Telamonio e via Giulio Cesare, dunque confinante con il quartiere Gorarella, molte delle famiglie si sono rivolte al primo circolo, quando si sono trovate fuori dalla scuola dell'infanzia di via Rovetta e qui hanno trovato che, come spiega la dirigente Rosini nella nota, «criterio prioritario per l'ammissione alle scuole del circolo è il requisito della residenza nel quartiere di riferimento», cioè Gorarella.

«Tale decisione è motivata dal fatto che la popolazione del quartiere è molto aumentata in virtù dei nuovi insediamenti abitativi del Casalone e di Villa Pizzetti, per cui la scuola dell'infanzia di via Papa Giovanni XXIII, l'unica del quartiere e con già 10 sezioni al suo attivo, non ha più ricettività per accogliere anche i non residenti, come negli anni precedenti». Sono state 107 le domande di iscrizione presentate e solo 73 possono essere accolte.

Per Barbara Rosini «Desta stupore lo “sbigottimento”" dell'amministrazione che, in modo forse semplicistico, attribuisce la causa dell'impossibilità di accogliere tutte le richieste all'autonomia scolastica». Semmai, il Comune dovrebbe fare mea culpa per non aver previsto la costruzione di scuole ad accompagnare la crescita della città.

«Gli alunni apolidi come li si è voluti definire hanno una ben precisa appartenenza nel territorio cittadino, che è il quartiere Barbanella, per il quale il 5° Circolo di Grosseto ha stabilito nuovi confini, attribuendosi una competenza in capo esclusivamente al Comune».

Enrico Pizzi

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