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Tei replica a Giorgi: «Non torno nel Psi»

Tei replica a Giorgi: «Non torno nel Psi»

L’assessore spiega la sua uscita: «Ma quale scissione! Non potevo più restare. Non ascoltare i cattivi consiglieri»

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GROSSETO. Giancarlo Tei non ci sta. E risponde per le rime al neosegratario del Psi Francesco Giorgi.

«Sono uscito dal Psi – scrive – senza fare nessuna polemica, non ho riunito i miei amici per organizzare una scissione, anche perché consapevole di dover confermare la mia correttezza e serietà. Ho solo preso atto che con qualcuno che diceva una cosa e ne faceva un'altra, io non avevo nulla a che spartire. Non ho mai detto né scritto che consideravo il partito finito, primo perché non me ne sono andato per questo e poi, perché negli anni di militanza ho dovuto rintuzzare numerosi tentativi di bollare il partito come finito e molti provenienti proprio da alcuni signori che oggi si trovano inseriti nell'esecutivo. Ricordo ancora bene quando uno di loro, durante la campagna elettorale per le elezioni regionali del 1995 mi chiese di cercare voti per Enza Bernardini, candidata alla Regione per i Ds in alternativa a Mauro Ginanneschi.Poi mi guardò e disse: “Certo! solo a quelli che non votano il partito“. Non risposi ma capii tante cose».

«Sono contento , vedo che si sono convinti e hanno abbandonato quel vecchio sogno di diventare azionisti di minoranza del Centrosinistra. Ora, a distanza di molti mesi, vedo che il giovane segretario provinciale continua a parlare di me come se avessi deciso di ricandidarmi per la guida del suo partito. Voglio dargli un consiglio che spero accetti: non ascolti quanto gli riferiscono alcuni malevoli consiglieri, questi sì che lo sono, che negli anni hanno accumulato tanta rabbia, legando i propri insuccessi ad una mia inesistente volontà limitante e trascurando, invece, di colmare la loro incapacità politica. Si limiti a vedere come mi rapporto con lui ed ascolti il “vecchio senatore” Luciano, al quale mi sento legato per affetto, stima e riconoscenza. Una delle pochissime persone per le quali mi è dispiaciuto lasciare. Mi definisce accentratore e mi accolla l'insuccesso delle Provinciali del 2009, dimenticandosi che il sottoscritto raccolse nel proprio collegio elettorale circa 1/4 dei voti complessivi raccolti, con tanti suoi amici che non fecero votare il partito. Durante la mia segreteria e poi con Monaci, ottenemmo ottimi risultati che fecero riavvicinare tanti “falchetti” che non si vedevano da anni e che oggi assicurano il loro sostegno al “nuovo corso”».

«Ho sbagliato i calcoli? La civica che ho contribuito a creare in poco più di due mesi ha eletto un consigliere e ha ottenuto più della metà dei voti raccolti dal Psi. Quanto a Seccarecci, la ulteriore dimostrazione della scarsa difesa che si è fatta, sta nella sua esclusione dall'esecutivo. Se si voleva davvero mandare un segnale al Pd, si doveva indicarlo quale presidente dell'esecutivo, altro che rammaricarsi della sua mancata ricandidatura, che non ha giustificazione alcuna! Infine sul regolamento urbanistico: si è voluto fare una critica all'assessore all'urbanistica (il sindaco, ndr)? sono certo che arriverà una precisazione che spiegherà come non ci si volesse riferire in alcun modo a lui. Vedremo».

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