Il Tirreno

Grosseto

«Strage di alberi sui fiumi» Cittadini e Wwf in allarme

di Francesca Ferri

A Manciano nuova denuncia di Bene Comune e ambientalisti per Sgrilla ed Elsa «Tagliare tutte le piante e scavare il greto crea una dannosa autostrada d’acqua»

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MANCIANO. Una “autostrada” per l’acqua dei torrenti Sgrilla ed Elsa mette in allerta il Comitato Beni Comuni Manciano e il Wwf. Cittadini e ambientalisti tornano ad esprimere preoccupazione per i lavori fatti dal Consorzio Osa Albegna. Questa volta l’attenzione è puntata su Sgrillozzo, nel comune di Manciano, dove da circa un mese il Consorzio ha ripreso a pulire i due torrrenti, approfittando della siccità.

Beni Comuni e Wwf contestano l’abbattimento «di tutti o quasi gli alberi dell’alveo (non solo quelli pericolanti, come prevede la normativa), del raschiamento profondo con enormi scavatori del fondo del torrente e livellamento delle sponde in un’austera sezione trapezoidale». L’effetto, spiegano, è «agghiacciante e la pratica insensata» perché in collina - spiegano - bisognerebbe semmai «lasciare che i corsi dei torrenti trattengano, in caso di forti precipitazioni, quanta più acqua possibile per non alimentare troppo rapidamente le alluvioni in pianura».

L’operazione non piace nemmeno sotto il profilo ambientale. Il raschiamento del fondo del corso d’acqua distruggerebbe gli organismi acquatici con danni permanenti alla delicata nicchia biologica. Inoltre, facendo tabula rasa del greto del torrente, si impedirebbe l’accesso all’acqua alle specie selvatiche che hanno bisogno di una schermatura di alberi per bere in tranquillità. Infine la modificazione improvvisa dei livelli di falda - concludono - potrebbe nuocere anche alla vegetazione arborea circostante. Una quercia millenaria vicina al torrente Elsa, alta 30 metri con 4,75 metri di circonferenza «non è sopravvissuta un mese ai lavori fatti in quel tratto dal Consorzio nel 2009», spiegano.

I lavori, ricordano Comitato e Wwf, costano tanto e sono a carico della collettività e il legname demaniale che «viene letteralmente regalato a imprenditori del settore boschivo, mentre nei nostri paesi si registrano ormai casi di famiglie che non hanno da pagarsi la legna per la stufa», spiegano i firmatari del documento.

«Non sarebbe meglio ridimensionare i lavori, evitando quelli inutili e dannosi?», si chiedono Comitato e Wwf? «E usare il risparmio per alleggerire le bollette e affidare il taglio della vegetazione ai cittadini che ne facessero richiesta per farsi la legna per casa?».

Il Consorzio, già lo scorso inverno, ha precisato che i precedenti lavori sull’Elsa sono stati fatti «secondo i canoni della Forestale». «Nessuno nega la possibilità di pulire - spiega Angelo Properzi del Wwf - e va bene raccogliere ciò che ostacola il deflusso. Ma il taglio a raso degli alberi è nocivo e la stagione è sbagliata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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