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Risarcito dalle Asl per un polmone asportato per errore

VITERBO. Gli asportarono il lobo inferiore del polmone destro, dove gli era stata diagnosticata una »neoplasia polmonare destra al lobo superiore». Un cancro che, come scoprirà più tardi, non aveva....

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VITERBO. Gli asportarono il lobo inferiore del polmone destro, dove gli era stata diagnosticata una »neoplasia polmonare destra al lobo superiore». Un cancro che, come scoprirà più tardi, non aveva.

I successivi accertamenti, infatti, rivelarono che aveva contratto la tubercolosi. Quindi, non solo la diagnosi era sbagliata, ma sbagliata era stata anche la scelta di portare via una porzione di polmone. Ora, ad anni di distanza dall'errore, Domenico Bellatrecci, 60, piccolo imprenditore edile residente a Tarquinia, in provincia di Viterbo ha avuto, in parte, giustizia. All'origine dell'errore, come hanno spiegato il diretto interessato e il suo legale, l'avvocato Andrea Danti, in una conferenza stampa, «ci fu uno scambio di vetrini dell'esame istologico, avvenuto nell'ospedale di Grosseto», dove Bellatreccia si era sottoposto ad accertamenti. La seconda sezione civile del Tribunale di Roma ha emesso una sentenza che condanna due Asl, quella di Grosseto, e l'azienda sanitaria San Camillo-Forlanini di Roma, e il medico che gli asportò mezzo polmone, per di più sbagliando il lobo, a risarcirgli i danni: 80mila euro, più altri 20mila per le spese legali nonché tutti i costi delle le varie perizie disposte nel tempo dai giudici che si sono occupati del caso.

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