Sicurezza
Recuperiamo l’altana del Cassero
La proposta dell’architetto Gentili: «Così degrada, serve una scala esterna»
GROSSETO. Il 2012 è l’anno della Mura. L’iniziativa del Tirreno ha già portato le prime misure da parte del Comune. E molti sono i contributi che ci arrivano sul monumento più amato dai grossetani. Ospitiamo oggi quello dell’architetto Renzo Gentili.
«Grosseto – scrive – è proprio una città strana! Ci sono problemi atavici (dove non sono?) la cui fiammella sta accesa per anni per diventare improvvisamente un falò! Mi riferisco all’attenzione di questi giorni sull’unico vero grande monumento che abbiamo: le Mura e il Cassero Senese. Ebbene una volta fiori all’occhiello, poi relegati a Cenerentola, vuoi per mancanza di fondi, vuoi per incuria, vuoi per lassismo politico, vuoi per vandalismo. Mi sono reso conto del forte degrado del Cassero in occasione della bella mostra organizzata dal Cedav con il prezioso aiuto di Mauro Papa e della professoressa Marcella Parisi in onore di mio padre nel centenario della nascita; il Cassero al suo interno e soprattutto all’esterno era ridotto veramente male: infiltrazioni d’acqua piovana un po’ dappertutto, impianto elettrico quasi inesistente e con i conduttori spesso scoperti, servizi igienici al limite dell’agibilità, camminamenti pieni di buche e tombini lasciati a cielo aperto, insicurezza e disagio sia materiale che psicologico. Ebbi a telefonare per segnalare la situazione all’allora assessore ai lavori pubblici e aspetto ancora una risposta. Lasciamo perdere le orrende scritte sui muri, le erbacce, i pavimenti divelti, l’ingresso buio e maleodorante, i vetri rotti, il meraviglioso doppio volume nel cuore della fortezza utilizzato in parte come deposito».
«Ora che la fiammella è diventata falò, sono felice che se ne parli, che si pongano immediati rimedi, che si faccia fronte al degrado se non altro perché non diventi irreversibile! Vorrei contribuire a lanciare un’idea per l’utilizzo della bellissima altana sottotetto, anni fa, ma per un piccolissimo periodo, utilizzata per zona di ristoro e sosta panoramica apprezzata da tutta la cittadinanza; l’iniziativa è morta e sepolta semplicemente perché l’unica scaletta di accesso non è dimensionalmente a norma. Ho visitato molti monumenti, di ogni epoca, soprattutto medioevali e purtroppo ai fini della sicurezza scalette, passaggi, percorsi, accessi, uscite non risultavano spesso idonei, tuttavia quasi sempre si era risolto il problema con interventi garbati, riconoscibili, in accordo con le autorità preposte alla tutela di quel monumento. Penso che sia possibile studiare una scala esterna che colleghi solo l’ultimo piano con il sottotetto, volutamente costruita con materiali moderni e riconoscibili, una scala asportabile in ogni momento, magari quando ulteriori risorse possano individuare un punto idoneo per un elevatore. Credo che non esista neppure un rilievo scientifico del monumento, ma solo alcuni elaborati messi a disposizione dai colleghi architetti Marri e Perin. Forse una piccola risorsa andrebbe impiegata anche per questo, per dotarsi così di una base idonea per progetti, idee, concorsi per i giovani, per ridare al Cassero quello splendore e quell’utilizzo pubblico che merita. Per quanto riguarda la sistemazione delle Mura Medicee, occorre quanto prima portare a termine il cantiere interrotto ormai da troppo tempo al bastione Maiano, dare un ruolo polivalente alla sala Eden, arricchire la passeggiata con chioschi di sosta e ristoro, sistemare lo spazio all’aperto della Cavallerizza per spettacoli, cinema, conferenze, ecc…, chiudere l’accesso alle Mura la notte o dotarle di sistemi di videosorveglianza».
«Infine un desiderio: ripristinare l’intera passeggiata delle Mura anche là dove è attualmente interrotta dagli sventramenti viari, mediante passerelle pedonali. Se queste poche righe serviranno a sensibilizzare qualche addetto ai lavori, non sarà stato tempo perso».
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