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«Noi bravi», «no, voi incapaci» Sulla Colonia è guerra Pd-Pdl

FOLLONICA. Il bando per la ristrutturazione della Colonia Marina difficilmente riscuoterà l’interesse dei privati. Sul futuro dell’edificio pubblico tutti i partiti politici follonichesi hanno da...

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FOLLONICA. Il bando per la ristrutturazione della Colonia Marina difficilmente riscuoterà l’interesse dei privati. Sul futuro dell’edificio pubblico tutti i partiti politici follonichesi hanno da dire la loro. Sarebbe stato opportuno venderlo ad un privato? Come rintracciare i soldi per sistemare la Colonia, volendo tenerla tra i beni comunali?

Punti di vista diversi ma un unico dato di fatto, la struttura va ristrutturata al più presto. E il dibattito approda nelle pagine di Facebook. Dopo la pubblicazione sul web appunto, della nota sull’argomento colonia firmata da Psi, Api e Verdi, (convinti del fallimento dell’avviso pubblico), è scattato un botta e risposta tra i consiglieri Andrea Pecorini, Pd, e Charlie Lynn, Pdl.

Secondo Pecorini, parlare adesso del fallimento del bando pubblicato dal Comune di Follonica, rivolto agli imprenditori (in cambio della gestione di una parte dello stabile il privato deve occuparsi della sua ristrutturazione totale), è «populista e demagogico». Non esistono verità sottaciute oppure interessi a latere particolari», incalza l’esponente di maggioranza. «È stato seguito convintamente un processo partecipativo per affermare e confermare in pratica ciò che ci eravamo proposti. A questo punto è doveroso verificare la fattibilità economica e sondare eventuali interessi da parte di investitori esterni. Ovviamente attraverso un bando pubblico, o si pensa che un amministrazione comunale abbia 6 milioni di euro da spendere per la Colonia?».

Pronta la risposta di Lynn, convinto che il programma della giunta abbia fallito su tutti i fronti, compreso quello della gestione della Colonia. «La demagogia si annida in un bando pubblico pieno di vincoli ed economicamente insostenibileA, dice Lynn, sostenendo che l’amministrazione avrebbe dovuto da subito dire la verità, avendo il coraggio di vendere quell’edificio. «Oggi – conclude Lynn – avremmo potuto godere di una struttura produttiva, in grado di portare economia e occupazione di cui Follonica ha tanto bisogno». (p.v.)

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