Sicurezza
Asili vietati: beffa per decine di famiglie
Conseguenze paradossali dell’autonomia scolastica, i bimbi residenti in una parte della città restano esclusi da tutti i circoli
GROSSETO. Bambini che rischiano di restare senza asilo perché le loro famiglie abitano un una zona di Grosseto che non sembra appartenere ad alcun circolo didattico.
Potrà sembrare assurdo, ma è la realtà che riguarda alcune decine di famiglie che vivono nel quadrante compreso tra viale Telamonio, via Sauro e via Castiglionese, che non è ricompreso dagli stradari adottati, in virtù dell’autonomia scolastica, dalle direzioni didattiche del primo e del quinto circolo, rispettivamente Gorarella e Barbanella.
«Ho iscritto mio figlio al V circolo – racconta Francesca Canu – perché abitando all'angolo tra via Giulio Cesare e via Sauro ritenevo che fosse quella la scuola di riferimento, e adesso è trentottesimo in graduatoria perché mi è stato detto che non facciamo parte di quel circolo didattico, allora ho fatto domanda anche nel primo circolo pensando di fare parte di quello, ma non apparteniamo nemmeno a quello e lì mio figlio è diciottesimo in graduatoria. A questo punto – prosegue – mi chiedo: qual è il circolo didattico di appartenenza di mio figlio?».
Analoga la vicenda di Piero Restante e Giulia Galli. Il loro figlio non ha trovato posto né da una parte né dall’altra perché anche loro abitano nella stessa zona e, di fatto, non hanno un circolo didattico di appartenenza.
La situazione sembra riguardare decine di famiglie che si trovano nella stessa condizione: una zona della città che da un punto di vista delle istituzioni scolastiche è diventata terra di nessuno, bambini che sono esclusi dagli asili statali non per ragioni legate alle condizioni di reddito o di maggiore o minore necessità delle famiglie, ma perché, semplicemente, per la scuola non esistono, «apolidi», come li ha definiti lo stesso provveditore agli studi Elisa Amato nell’incontro avuto venerdì mattina con Giulia Galli e un gruppo di mamme.
Il provveditore, a quanto pare, è rimasto alquanto perplesso quando gli è stata illustrata la situazione.
Ha telefonato ai dirigenti scolastici, ma al momento non pare che si profilino soluzioni a una situazione che si è venuta a creare perché da una parte il primo circolo, così come dichiara la dirigente Barbara Rosini in una lettera ai genitori, accoglie prioritariamente i bambini residenti nel quartiere Gorarella, mentre il quinto circolo ha modificato lo stradario, che non coincide più con quello del quartiere Barbanella, ma ha delimitato la zona di residenza – spiega il dirigente Giuseppe Bartali in un’altra lettera – spostando i confini verso nord e allargandosi alla campagna verso la Castiglionese e alla zona industriale Aurelia Nord.
«In tutti gli anni che ho diretto questo circolo e applicando tale delibera – ricorda il dirigente – abbiamo sempre garantito l’accesso ai nostri residenti e la disponibilità di posti anche ai fuori residenza... Quest’anno forse sono aumentati i bambini e il rifiuto da parte del primo circolo – accusa – ha fatto sì che si creassero queste lamentele».
Alle famiglie, probabilmente – ha spiegato Giulia Galli – non resterà altro da fare che presentare un ricorso al Tar, con tutto quello che comporta in termini di costi e di perdita di tempo, per tentare di risolvere una situazione che è solo assurda.
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