Il Tirreno

Grosseto

«Infondate le lamentele della Direzione lavoro»

di Maurizio Bernardini
«Infondate le lamentele della Direzione lavoro»

Sfratto, parla la Marco Aurelio srl: l’obbligo di rilasciare l’immobile risale al 2010 Se ciò fosse avvenuto, sarebbe stata effettuata la manutenzione dell’ascensore

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GROSSETO. «Le lamentele dei vertici della Direzione del lavoro di Grosseto sono completamente infondate». Arriva puntuale la risposta della Marco Aurelio srl, il cui legale è l’avvocato Marco Festelli, proprietaria dello stabile di via Damiano Chiesa al centro delle polemiche per lo sfratto intimato proprio agli uffici ministeriali.

Ieri erano giunte le lamentele della direttrice dell’ente, Mariafrancesca Santoli: «Paghiamo 90 mila euro all’anno – aveva detto - ma il palazzo è fatiscente e l’ascensore è fuori uso. Ad ogni modo abbiamo trovato un’altra sistemazione in via Belgio, ma per evitare un doppio trasloco - e un duplice esborso di soldi pubblici - sarebbe auspicabile avere un’ulteriore proroga dei tempi, anche di pochi mesi».

Oggi, quella speranza sembra aver trovato un terreno veramente poco fertile. La proprietà ricorda infatti come la prima disdetta degli accordi contrattuali sia stata regolarmente inviata nel lontano 10 maggio del 2007. Ben 5 anni fa. L’atto che certificava l’obbligo di rilasciare l’immobile - sempre secondo la Marco Aurelio srl - è stato infatti convalidato senza essere neppure impugnato dal ministero del Lavoro e reso operativo già nel 15 dicembre del 2010. A questo è seguito il primo accesso all’edificio per l’esecuzione del procedimento, avvenuto nella stessa estate. Alla successiva proposta della proprietà di lasciare il piano terreno in locazione alla Direzione del lavoro non è poi stata data alcuna risposta.

Nello scorso novembre quindi, la Marco Aurelio srl si è «trovata costretta a notificare un secondo atto di precetto e chiedere all’ufficiale giudiziario di procedere con un ulteriore accesso, avvenuto il 3 febbraio» e conclusosi con un nulla di fatto. Per il 20 aprile prossimo è stato quindi fissato il terzo accesso in cui non è affatto escluso l’utilizzo della forza pubblica al fine di eseguire il provvedimento dell’autorità giudiziaria.

«L’adempimento di tali ordini – precisano dalla Marco Aurelio srl – è un obbligo che la pubblica amministrazione è tenuta ad assolvere. Dalla disdetta del contratto ad oggi – fanno inoltre notare sempre dalla proprietà – sono trascorsi cinque anni, tempo in cui il conduttore avrebbe dovuto e potuto procurarsi altra sistemazione».

E tutte le lamentele legate all’ingente canone e allo stato dell’edificio? «L’indennità di occupazione – evidenziano dalla Marco Aurelio srl - è stata corrisposta solo sino al giugno scorso. L’ascensore? I locali dovevano essere stati liberati entro il 15 dicembre del 2010. Fosse stato così il conduttore non avrebbe avuto nulla di che lamentarsi. Visto che l’occupazione è divenuta da tale data senza titolo, la proprietà non è ovviamente più tenuta alla manutenzione straordinaria».

Lungo la nostra visita la responsabile della Direzione del lavoro ci aveva fatto notare alcuni materassi abbandonati all’interno dell’archivio: «Si trovano – precisano dalla società - nella proprietà esclusiva della Marco Aurelio srl non oggetto di locazione. Locali che, solo per mera cortesia, sono stati messi a disposizione della Direzione del lavoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA  

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