Il Tirreno

Grosseto

Flop a teatro? Non con il Comune

di Francesca Ferri
Flop a teatro? Non con il Comune

L’assessore Stellini dà la colpa ai prezzi alti. «Il nostro cartellone ha funzionato»

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GROSSETO. Biglietti a 40 euro più crisi economica possono avere un unico, inesorabile finale: spettacoli annullati, senza che ci sia una vera e propria responsabilità diretta. Spiega così l’assessore comunale alla cultura, Giovanna Stellini, il flop di cinque spettacoli in quattro mesi al Teatro Moderno. In realtà, per il flop non c’è neanche stato tempo: in tutti e cinque i casi le organizzazioni hanno cancellato lo show ancor prima di andare in scena.

Michele Zarrillo, Paolo Cevoli, Elio e le Storie Tese, Rocco Papaleo e Massimo Ranieri, che si dovevano esibire al teatro di via Tripoli fuori cartellone, cioè con concerti e commedie organizzate da società private che affittano la struttura al di fuori della stagione organizzata dal Comune, non sono mai arrivati, lasciando a bocca asciutta i fan. Pochi biglietti venduti, questo il problema, nonostante i nomi siano di tutto rispetto.

E i forfait non fanno bene all’immagine del Moderno, né a quella della città. Tra gli addetti ai lavori – sentiti ieri dal Tirreno – quella di Grosseto è ormai una «piazza difficile». E la cattiva fama – creata non certo da gennaio, va detto – può rappresentare un problema ben più grosso del semplice flop artistico.

L’aria “ostile” o presunta tale potrebbe scoraggiare le compagnie ad affittare i teatri cittadini, non solo il Moderno – di proprietà di Gestioni Cinematografiche, a sua volta posseduta da Investia, la partecipata al cento per cento del Comune – ma anche degli Industri – tre volte più piccolo – interamente di proprietà del Municipio che è dunque direttamente interessato a eventuali mancati incassi.

«In questo momento economico così difficile - spiega Stellini - anche il settore legato alla cultura e allo spettacolo risentono della crisi e l’annullamento di alcuni spettacoli promossi da organizzatori privati al Moderno ne è un esempio evidente. Credo che sia proprio l’aspetto economico, il prezzo dei biglietti in particolare, a scoraggiare il pubblico grossetano, non tanto una disaffezione verso il teatro che, con la stagione teatrale appena conclusa, non abbiamo registrato. Anzi, l’ultima stagione promossa dal Comune di Grosseto e da Fondazione Toscana Spettacolo nei due teatri cittadini ha registrato numeri decisamente positivi: sono in crescita rispetto all’anno precedente sia i biglietti venduti che gli abbonamenti, principalmente tra i ragazzi».

Il segreto del successo è, secondo l’assessore, il lavoro sinergico con Fondazione Toscana Spettacolo e il suo circuito, «che ci consente - dice Stellini - da un lato di portare in città spettacoli di altissimo profilo a costi contenuti, ma anche, di allargare il pubblico dello spettacolo a Grosseto e in Maremma, favorire l’avvicinamento dei giovani al teatro attraverso una serie di iniziative collaterali collegate alla stagione: la rassegna di teatro ragazzi Sipario Incantato, i corsi nelle superiori, gli incontri con gli attori, il sostegno al teatro amatoriale, i laboratori di danza».

Si può fare qualcosa, dunque, per arginare i forfait? «Non mi sento di criticare le scelte del gestore del teatro Investia», spiega Stellini riferendosi al fatto che la società restituisce gli affitti già versati se lo spettacolo è annullato. «La colpa è solo della crisi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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