Il dolore
Una perdita da 20 anni: è acqua potabile
La protesta di un anziano: «Una storia che dura dai tempi di Bonifazi. Perché pagare gli sprechi?»
FOLLONICA. Una perdita d’acqua potabile che dura da vent’anni. Ivo Rocchi abita al primo piano di una palazzina in via Lazio a Cassarello. Gli amici del quartiere lo hanno soprannominato per questo il “guardiano delle acque”: alla veneranda età di 85 anni Rocchi infatti continua a vigilare che tutto nella sua zona funzioni a dovere.
La perdita. Così il follonichese dall’epoca del governo di Emilio Bonifazi, instancabilmente, ha fatto presente alle amministrazioni comunali che si sono susseguite e all’Acquedotto del Fiora, che dietro al suo palazzo c’è una pompa che perde acqua. Poco male, nell’Italia degli sprechi, un problema simile ha il giusto peso. Se non fosse che l’acqua che esce di lì è potabile, quindi buona, e per di più che tale perdita è in una zona dove il servizio idrico non è dei migliori.
La protesta. «Quando vedo qualcosa che non va io la faccio presente a chi di dovere», spiega Rocchi. «Lo sa da quanti anni va avanti questa storia? C’era ancora il sindaco Bonifazi... Da allora quel danno non è stato ancora sistemato e noi continuiamo a pagare, quando poi magari d’estate i rubinetti sono a secco».
La lunga trafila di istanze mai corrisposte parte da lontano: dopo Bonifazi, Rocchi fece infatti presente la problematica al suo successore, Claudio Saragosa e al suo vice Alberto Marenzi. «Ho una lettera - dice l’anziano - dell’amministrazione passata dove si attesta che quell’acqua è potabile».
Già riparato. All’epoca gli operai arrivarono a riparare il guasto, così racconta Rocchi, ma a distanza di pochi giorni tutto tornò come prima. «In questi ultimi mesi sono andato a parlare con tutti i soggetti interessati - continua il follonichese - dai vigili urbani, all’assessore ai lavori pubblici sino al personale dell’Acquedotto del Fiora. Nulla è cambiato. Mettono una cravatta al tubo rotto poi ci buttano sopra terra, fango e sassi e si rompe di nuovo. Li ho girati tutti, manca solo di andare dal parroco. Non capisco perché noi cittadini dobbiamo pagare questi sprechi quando basterebbe poco per aggiustare quel danno».
L’acqua che fuoriesce dal condotto arriva poi a sgorgare in un canale di contenimento per la pioggia, che costeggia quella parte di Cassarello. All’origine il fosso in questione doveva essere a servizio dei terreni vicini di Campo Cangino, in realtà oggi lì sversano le acque di tutto il quartiere, che poi vanno a finire nella vicina Salciaina, zona tra l’altro soggetta ad allagamenti.
Il fosso. «Questo fosso è pieno d’erba. Ora siccome non ha piovuto è vuoto, ma d’estate quando si riempie diventa una palude puzzolente, sa chi pulisce? Io», conclude Rocchi. Dall’Acquedotto assicurano che nei prossimi giorni la rottura sarà riparata, confermando che si tratta di acqua potabile. «Effettivamente lì ci sono due tipi di problemi - spiegano dall’azienda - Nel fosso ci sono delle infiltrazioni di acqua di falda difficilmente risolvibili. Mentre per l’altro guasto segnalato dal cittadino la riparazione è in calendario per i prossimi giorni».
E Rocchi vigilerà che la sistemazione sia fatta a dovere, questo è certo.
Paola Villani
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