Il Tirreno

Grosseto

L’INTERVISTA

«Ecco il mio spettacolo del cuore»

di Paola Villani
«Ecco il mio spettacolo del cuore»

Il coreografo Micha van Hoecke col suo Ensemble è agli Industri

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GROSSETO. Un teatro totale che fonde alla perfezione danza, poesia e recitazione. Stasera al Teataro degli Industri di Grosseto (ore 21,30) si chiude la stagione comunale con “Monsieur, monsieur”, spettacolo di danza che è un po’ il simbolo e l’origine del leggendario “Ensemble” di Micha van Hoecke.

L’idea che il coreografo-regista belga ha del teatro, è quella di un mix perfetto tra diverse espressioni artistiche, che dà vita a un’irripetibile opera d’arte.

Elencare il curriculum del maestro è un’impresa ardua, tanti sono i suoi lavori: van Hoecke ha realizzato coreografie anche per il Teatro alla Scala di Milano. Nato a Bruxelles da una famiglia di artisti, dal 1960 ha fatto parte della compagnia di Roland Petit e poi del Ballet du XX Siècle di Maurice Bejart. Nel 1979 è stato direttore artistico del Mudra di Bruxelles e nel 1981 ha fondato la sua compagnia, l’Ensemble, che oggi ha sede a Castiglioncello, città toscana che a lungo ha promosso una prestigiosissima rassegna di danza. L’amore per quella terra lo ha portato a trasferire lì la sua casa e il suo corpo di ballo, anche se oggi – qui come nel resto d’Italia – per la danza non si vivono più tempi entusiasmanti

«Quella – ricorda van Hoecke – era un’altra epoca, era per me un periodo molto felice. Ho conosciuto Castiglioncello grazie al festival Danza l’Europa, e me ne sono innamorato».

La danza e i palcoscenici importanti: un connubio non facile negli ultimi tempi...

«Da anni i teatri non sono più sostenuti. È un momento molto complicato, certe strutture non sappiamo che fine faranno. Speriamo per il bene delle persone che riescano ad andare avanti».

E la televisione? Mezzo utile o dannoso per promuovere questa forma d’arte?

«I talent show non appartengono alla cultura europea, sono format americani e lì ci sono duemila compagnie di danza, da noi è diverso. I giovani pensano che i passaggi televisivi siano l’equivalente di un facile successo, ma il ballo è un’altra cosa, è un atto artistico profondo. Il valore di un danzatore non passa dalla tv, il valore sta nell’artista nel suo complesso. Questa situazione mi lascia perplesso».

A Grosseto metterà in scena quello che lei ama definire il suo cavallo di battaglia, “Monsieur, Monsieur”, che trae ispirazione dalla raccolta di poesie di Jean Tardieu “Le fleuve chaché”...

«Queste poesie piacevano molto a mio padre, che mi regalò il libro: a lui infatti è dedicato lo spettacolo. È il primo lavoro dell’Ensemble, al quale teniamo molto».

Come dire che insomma, quello di stasera, per la chiusura di stagione, è un dono davvero speciale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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