Il Tirreno

Grosseto

Biogas, si va verso lo scontro

di Guido Fiorini
Biogas, si va verso lo scontro

Nuova diffida dell’avvocato dei confinanti. Ma Sacra ritiene di avere in mano contratti validi

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CAPALBIO. Lunedì 23 aprile sarà scritta la parola fine sulla tempestosa vicenda legata alla centrale a biogas che, da circa un anno, la società Sacra chiede di realizzare, come attività connessa a quella agricola. Ma tutto lascia pensare che ci possa essere uno strascico giudiziario e che la conferenza dei servizi, aggiornata appunto a lunedì 23, non possa essere l’ultimo atto della “querelle”.

Ieri, infatti, i proprietari dei terreni di via dell’Origlio, che la Sacra ha dovuto affittare dopo che altri due siti, su aree di sua proprietà, sono stati bocciati, e l’avvocato dei confinanti, hanno inviato due note al Comune e alla Provincia, ribadendo le proprie posizioni. In particolare l’avvocato dei confinanti diffida il responsabile del settore tecnico del Comune di Capalbio (l’architetto Giancarlo Pedreschi, ndr) dal ritirare la determina con la quale annulla il “papmaa” (Programma aziendale pluriennale di miglioramento agricolo-ambientale). In sostanza l’avvocato chiede che il piano della Sacra sia annullato e che la centrale non si faccia.

Tutta la questione è legata alla validità del contratto di affitto dei terreni di via dell’Origlio, che Sacra ha in originale, firmato con tale Romano Scaringella, un mediatore romano a cui i proprietari dei terreni avevano dato la procura. I proprietari (Benito Pizzingrilli e Sabrina Santinelli) sostengono di non aver mai dato a Scaringella la delega ad affittare il terreno, ma solo a venderlo e quindi “disconoscono” il contratto di affitto con Sacra. E sostengono che anche un precedente contratto preliminare di compravendita non ha alcun valore giuridico, in quanto stipulato da soggetto giuridico differente da quello del contratto di affitto (Sacra Spa invece di Società Agricola Sacra srl, entrambe rappresentate da Piergiorgio Santi). Si tratta di sottigliezze giuridiche complesse ma, nella sostanza, sia i proprietari che l’avvocato dei confinanti sostengono che Sacra non avrebbe alcun titolo per realizzare l’impianto su quei terreni e su queste basi chiedono l’annullamento del “papmaa”.

Sacra, dal canto suo, ritiene di avere in mano titoli validi, avendo stipulato un contratto preliminare di compravendita che prevedeva espressamente la facoltà di inserire i terreni nel piano di miglioramento agricolo e avendo poi stipulato anche il contratto di affitto (quindicennale) in ottemperanza delle prescrizioni dell’autorità. Quindi, essendo peraltro scaduti da tempo i termini di legge per avere l’autorizzazione, Sacra chiede che in tempi brevi sia dato il via libera all’impianto. È chiaro che questo potrà avvenire solo se il Comune ritirerà la determina 98/2012, di annullamento del “papmaa”.

Vedremo cosa deciderà l’ufficio tecnico di Capalbio, ma i tempi sono molto stretti.

Nel caso il Comune mantenga la propria linea, pare scontato il ricorso al Tar da parte della Sacra per chiedere che la determina venga sospesa o per chiedere che venga ritenuta illegittima, aprendo così la strada ad una richiesta di danni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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