Il Tirreno

Grosseto

«Quei 65 sono solo una minoranza»

di Maurizio Bernardini
«Quei 65 sono solo una minoranza»

Sindacati compatti contro il “Comitato dei lavoratori”: non basta protestare, bisogna fare proposte alternative

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GROSSETO. Ieri l'annuncio della nascita del Comitato dei lavoratori, realtà voluta da un folto gruppo di dipendenti Tiemme che accusavano i sindacati di andare a braccetto con la neonata società di trasporto pubblico locale: «Non ci tutelano abbastanza, non ci informano e non ci rendono partecipi delle scelte«, queste le principali critiche mosse.

Oggi, arriva come una valanga la risposta di tutte e cinque le sigle sindacali chiamate in causa ed il tono è, in molti casi, tutt'altro che conciliante: «Ognuno è libero di dire quel che vuole - precisa Marco Baricci, segretario Filt Cgil - ma la questione va vista sul profilo dell'azienda Tiemme, una realtà che conta oltre mille e duecento dipendenti. Insomma, quei sessantacinque sono in ogni caso una minoranza. Ho letto che molti puntano il dito su di un presunto sbilanciamento della società verso Siena: credo sia ovvio che il peso di quella realtà sia consistente, d'altra parte anche come Filt lì abbiamo il doppio degli iscritti. Questa è democrazia».

L'esponente Cgil è netto nel rivendicare molte battaglie avviate già da tempo, in particolare quella riferita alla stabilizzazione dei lavoratori precari - per il momento fuori da Tiemme - cui è scaduto il contratto a tempo determinato: «Oltre a questo stiamo anche lavorando per introdurre un integrativo a tutti i neo assunti, sia per quel che riguarda la parte economica, sia per quella normativa legata agli orari di lavoro». Insomma, a sentir parlare l'esponente della Cgil non sembra che il sindacato stia con le mani in mano. Anzi: «Tutti i contratti dei lavoratori operanti nelle varie sedi Tiemme devono essere armonizzati e divenire uguali per condizioni. Ma attenzione, non accetteremo accordi al ribasso».

A ridimensionare la percezione dei numeri che hanno accompagnato la nascita del Cdl pensa anche Giuseppe Dominici, responsabile regionale Ugl trasporti: «65 su mille e duecento. Si commenta da solo». Poi la precisazione: «L'accordo del marzo scorso, tanto criticato, era semplicemente legato alle modalità di retribuzione degli straordinari. Sino ad un massimale stabilito di ore dovrebbero essere liquidati in busta paga. Superata tale soglia potranno essere o riscossi, o trasformati in giornate di ferie. Nessuna stranezza».

È un fiume in piena l'esponente Ugl, tanto da accusare direttamente uno dei principali promotori del Comitato: «C'è chi ha militato in tutte e cinque le sigle sindacali e poi si è messo a creare comitati autonomi. Dicono d'essere inascoltati? Abbiamo fatto numerose assemblee, aperte a iscritti e simpatizzanti. Si vede che hanno scelto di non parteciparvi». Fabio Schiano della Uilt Uil parla di «Sfogo eccessivo» dei lavoratori che hanno scelto di costituirsi in comitato: «Il momento è complesso, sono previsti tagli per decine di milioni a livello regionale».

Lapidaria è la reazione del responsabile Faisa Cisal Silio Rossi: «Il Cdl ha fatto delle affermazioni che non stanno né in cielo né in terra. Mi domando dove siano le proposte». È su quest'ultimo punto che si concentra il ragionamento di Enrico Comandi, della Fit Cisl: «Di comitati dei lavoratori ne ho visti nascere molti. Così come erano nati si sono sempre dissolti con estrema facilità, specie nel momento in cui chi li rappresentava veniva chiamato a fare proposte concrete. Iniziative come quella del Cdl mi paiono demagogiche e strumentali, tutta un'altra storia rispetto a chi si batte, ogni giorno, per i diritti dei lavoratori e per la mobilità dei cittadini». Ieri, proprio ad evidenziare lo scollamento tra sindacati e base, il Cdl aveva minacciato di avviare consultazioni referendarie per giungere a scelte realmente condivise. Su quest'aspetto si è dimostrata possibilista la Filt Cgil. Di tutt'altro avviso l'Ugl: «Referendum? Hanno visto troppi film».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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