Sicurezza
Porto di Scarlino, nove esuberi
I sindacati dicono no al piano di rilancio dell’azienda: «Nessun licenziamento». A giorni la decisione
SCARLINO. Regna l’incertezza al Porto di Scarlino per il futuro occupazionale di alcuni dipendenti. Dopo l’incontro di martedì sera sul piano di rilancio, tutto è stato rimandato alla prossima settimana per la decisione definitiva della Marina Management.
Nove esuberi. La società proprietaria vuole nove esuberi nel personale, di cui tre ormeggiatori e gli altri sei distribuiti tra terra e mare. Questo nonostante l’azienda punti a investimenti tra cui lo sviluppo informatico e del reparto commerciale del porto. «Di fronte a un piano di rilancio concreto - spiega Massimiliano Gatti della Cgil, presente all’incontro - ci siamo opposti con tutte le forze al licenziamento di queste nove persone. Anche perché se l’azienda necessita di nuove figure professionali, e di un diverso approccio al lavoro, potrebbero essere qualificati e spostati a nuove mansioni quelli che già ci sono, senza far scattare la procedura del licenziamento collettivo».
La controproposta. Puntuale è arrivata la controproposta dei sindacati. Nessun taglio al personale, e al posto dei licenziamenti utilizzo della cassa integrazione ordinaria e straordinaria. «Non quella in deroga - ha aggiunto Gatti - ma piuttosto la banca delle ore. Sistemi che permetterebbero di utilizzare il personale al massimo in estate, durante il momento di massima espansione turistica, per recuperare le ore fatte nei periodi tranquilli. La cassa integrazione andrebbe a coprire il tempo che l’azienda necessita per rilanciarsi e tentare queste nuove strategie».
Il rilancio. La proposta di cassa integrazione straordinaria sarebbe possibile anche perché l’azienda del Porto versa i contributi da attività industriale, e non come chi lavora nel settore turistico. «È un’anomalia che potrebbe essere utile, se l’azienda ci verrà incontro - prosegue Gatti - almeno per il periodo del rilancio. Quanto durerà? Diversi mesi». Nei quali Marina Management ha intenzione di consolidare il porto, aprendosi a nuovi mercati (tipo quello russo), apportando anche migliorie, tra cui le colonnine erogatrici dell’acqua e quelle per la ricarica dell’elettricità in banchina.
Per quanto riguarda il commerciale, Marina vorrebbe dare spazio allo sviluppo del sito internet per le prenotazioni on line, con operazioni tra cui il booking e la ricerca di nuove figure professionali, a metà tra promotore e venditore, che riescano a piazzare posti barca e anche appartamenti alla Marina. Per questo l’azienda vorrebbe personale diverso da quello già occupato, senza costi fissi.
La decisione. Fino ai primi giorni della prossima settimana, la società Marina Management non si esprimerà. Esplicitato il piano di rilancio, i vertici del Porto di Scarlino devono decidere se accettare la proposta degli ammortizzatori sociali per le persone in esubero fatta dai sindacati, o se dare via subito alla procedura di licenziamento collettivo. «Servono 45 giorni per quella, speriamo accolgano le nostre richieste, salvando tutti i posti di lavoro». Che, ricordiamolo, riguardano solo la zona del porto. Per il cantiere la questione è ancora aperta e non era in discussione nell’incontro dell’altra sera.
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