Sicurezza
«Garantiamo occupazione siamo una realtà solida»
GROSSETO. Non è chiamato direttamente in causa dal neonato Comitato dei lavoratori, in ogni caso il presidente di Tiemme, Marco Simiani, sceglie di intervenire in merito alla questione. Questa Tiemme...
GROSSETO. Non è chiamato direttamente in causa dal neonato Comitato dei lavoratori, in ogni caso il presidente di Tiemme, Marco Simiani, sceglie di intervenire in merito alla questione.
Questa Tiemme è una creatura nata bene?
«Certo, difendo fermamente Tiemme. Non fosse nata questa società nei territori di Arezzo, Piombino, Siena e Grosseto ci sarebbero stati grossi problemi, anche a livello occupazionale. Oggi è una realtà importante, unica in Toscana. Chiuderemo il bilancio con un risultato migliore dell'agosto 2010. Un’impresa che funziona insomma. Siamo riusciti a creare una forte identità aziendale ed abbiamo fatto investimenti importanti».
Come giudica la nascita del Comitato dei lavoratori?
«Credo sia un'azione inopportuna».
Hanno tirato in ballo accordi siglati sin dal 1994. Denunciano che i sindacati vanno a braccetto con l’azienda…
«Dico solo che tutti i lavoratori devono ringraziare il lavoro che i sindacati hanno fatto per loro in passato».
Le accuse che formulano sono pesanti.
«Sì, e spero che tutto si risolva perché c’è bisogno di stare uniti. Il ruolo dei lavoratori e della loro assemblea è importante e non è affatto in discussione. Ci mancherebbe altro».
Potranno partecipare alle riunioni come auditori?
«Non entreranno neppure. Ai tavoli di contrattazione partecipa chi ha firmato a livello nazionale il contratto di riferimento».
Cosa manca a Tiemme?
«Dobbiamo fare un salto di qualità, un'adesione politica al progetto. Eliminando divisioni territoriali che continuano ad esserci. Dobbiamo tutelare gli accordi ed il rapporto con i sindacati, salvando il lavoro ed i lavoratori. Ecco che armonizzare i vari contratti è un'operazione indispensabile, anche perché l’azienda unica regionale dei trasporti pubblici si avvicina».
Sono in molti i malpancisti per una gestione forse troppo sbilanciata verso Siena.
«Servono scelte condivise, regole condivise e accordi condivisi».
Alcune polemiche sono nate anche a causa del mancato rinnovo del contratto per una decina di lavoratori.
«Quei dipendenti esclusi sono i primi che entreranno in Tiemme nel caso di nuove assunzioni».
Qualcuno ha addirittura insinuato la voce di possibili licenziamenti a breve.
«Non esiste proprio. Fosse rimasta la vecchia Rama qualche rischio di cassa integrazione ci sarebbe stato. Ma come ho già detto l’azienda è solida. Ricordo che invece in altre zone della Toscana i licenziamenti sono arrivati». (m.b.)
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