Lutto
«Estate vicina, ma organici in alto mare»
Anche la Uil, con Censini, interviene nella delicata vertenza con l’Asl sulla riorganizzazione di reparti e servizi
GROSSETO. Prima la Cgil, poi la Cisl, ora la Uil. Le recenti elezioni Rsu in seno all’Asl 9, la più grande azienda della provincia di Grosseto, hanno reso frizzanti le relazioni sindacali, soprattutto in un periodo nel quale i tagli mettono a rischio l’organizzazione così com’è stata concepita finora.
Due – in una miriade di specifiche richieste – i filoni principali della vertenza sanità, tra loro collegati: da un lato gli aggiustamenti d’organico nei setting (assimilabili ai vecchi reparti accorpati, con la nuova logica dell’intensità di cura che porteà, nel tempo, a ricoveri solo per i casi davvero gravi, le cosiddette “acuzie”), dall’altro il potenziamento, in termini di risorse economiche e umane, delle attività territoriali, così da favorire un minore ricorso ai ricoveri ospedalieri. Un potenziamento che, tramite la Sds, dovrà riguardare anche la prevenzione.
Al momento attuale sono questi i due nodi principali nella governance della complessa e delicata macchina della sanità, alla quale stanno lavorando ormai da qualche anno i dirigenti dell’azienda, in testa il direttore generale Fausto Mariotti e il direttore sanitario Danilo Zuccherelli. Una governance che è fatta anche di relazioni sindacali, incontri, lunghe discussioni e, come si vede, anche di scontri.
Arriva l’estate
Anche perché il 1° giugno è dietro l’angolo e da quella data, oltre all’obbligo di garantire le ferie estive dei dipendenti, aumenteranno le presenze in Maremma e i carichi sugli ospedali.
Nei reparti, per esempio, da tempo si denuncia l’assenza del personale cosiddetto jolly, che doveva garantire le sostituzioni, ma che ormai è stato inserito nelle normali turnazioni senza alcun reintegro.
Giampaolo Censini, da un paio d’anni leader provinciale della federazione poteri locali, sanità e terzo settore della Uil, punta su questo e su altro. Due giorni fa ha preso carta e penna e ha scritto al direttore generale Fausto Mariotti.
Le richieste della Uil
Un documento, quello inviato anche ai giornali, che contiene una serie di rivendicazioni a 360 gradi e che evidenzia – una volta di più – problematiche note ai vertici aziendali.
«Con Mariotti – scrive Censini – torneremo presto a parlare della distribuzione del personale di assistenza sul nuovo modello organizzativo per intensità di cura e complessità assistenziale. C’è bisogno di una corretta definizione delle risorse umane e professionali necessarie nei vari settori di cura. E ancora chiediamo la rivalutazione delle indennità per i coordinatori e i titolari di posizione organizzativa, oltre alla valorizzazione di certi ruoli, come previsto dal contratto nazionale».
Non solo. La Uil non intende fare sconti.
«Alle recenti elezioni della rsu abbiamo ottenuto un successo rilevante, ancora più significativo per le condizioni politico-sindacali estremamente difficili e complesse causate dal blocco dei rinnovi contrattuali, dal decreto-legge 150, dai numerosi provvedimenti di carattere finanziario che hanno pesantemente colpito i lavoratori del pubblico impiego, svilendone la dignità e la professionalità».
All’azienda sanitaria Giampaolo Censini chiede anche il riconoscimento dell’attività di formazione (per gli “animatori”) e di gestione del rischio clinico (per i “facilitatori”): «attività, quella della formazione, che deve essere oltremodo promossa e tutelata».
Il monte-ore
Altra richiesta contenuta nella piattaforma Uil è l’istituzione della banca delle ore e del monte-ore straordinario. Infine – e qui vengono fuori le radici pitiglianesi di Censini – «una reale valorizzazione organizzativa e funzionale delle strutture periferiche ospedaliere e territoriali in conformità alle indicazioni regionali sul mantenimento dei livelli di assistenza sul territorio». L’ospedale di Pitigliano, infatti, è fra quelli più a rischio a causa del taglio delle risorse regionali.
Nei giorni scorsi – dicevamo – su problematiche analoghe, erano uscite anche la Cisl (attraverso Cesare Nigrelli) e la Cgil (per bocca di Patrizia Giuliani). La Cisl aveva addirittura svolto una serie di incontri e di visite, sia negli ospedali periferici che al Misericordia di Grosseto, per arrivare poi a sollecitare un intervento immediato sulle dotazioni organiche degli operatori tecnici e sanitari impegnati in attività di cura ed assistenza nei reparti e nei servizi. Concetti ribaditi anche dalla Cgil. L’azienda, dal canto suo, si trova ad agire con margini di manovra ridotti per i tagli nazionali e locali, insomma con molti meno soldi a disposizione. Governare la delicata macchina della sanità, si sa, è impresa complessa.
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