Il dolore
Colonia Marina, quanti dubbi
Il sindaco non scarta l’ipotesi della vendita: «Vediamo se si presenta qualcuno»
FOLLONICA. Un'ipotesi non valutata non è un'ipotesi esclusa. Le parole non lasciano via di scampo. Se il primo cittadino Eleonora Baldi, rispondendo alla domanda su una possibile vendita della Colonia Marina a privati, dice che «non l’abbiamo valutata», ciò non significa che quell'idea sia stata scartata a prescindere.
Un no assoluto insomma non c'è stato. «Rifletteremo», oppure «non posso fare il processo alle intenzioni», sono le frasi usate dal sindaco. Il fatto che ad oggi nessun privato abbia risposto all'avviso con il quale il Comune cerca soggetti privati interessati alla ristrutturazione completa del vecchio edificio (di proprietà pubblica), qualche dubbio lo accende.
Ma nella pineta di Levante, ai privati non basta la gestione di metà dei suoi locali. «Un'amministrazione ha l'obbligo di decidere - chiosa il primo cittadino - se alla scadenza di quell'atto non si sarà fatto avanti nessuno, allora si dovrà scegliere quale strada prendere. E una strada bene o male, andrà percorsa altrimenti quello stabile finirà in degrado. E sarà difficile da recuperare se non buttandolo giù e ricostruendolo ex novo».
L'avviso del resto scade il 30 giugno. «Non posso fare un processo alle intenzioni, qualcuno verbalmente si è dichiarato interessato, vedremo quello che succederà. Dopo la scadenza, su ogni decisione che andremo a prendere coinvolgeremo la città, non verrà calato nulla dall'alto». E quando sente parlare di un bando fasullo, creato appositamente affinchè nessun imprenditore si faccia avanti, il sindaco si arrabbia e non poco. «Non abbiamo né tempo né soldi da perdere con azioni fasulle, trovo questo un atteggiamento irriverente nei confronti di un'amministrazione che ha messo in piedi un processo partecipativo per valutare tutti gli scenari possibili, inserendo poi i risultati di quel percorso nell'avviso pubblicato un mese fa. Secondo logica, laddove per un iter non c'è interesse un governo ha l'obbligo di decidere».
E quindi se non ci sarà un investitore esterno, potrebbe essere messo in dubbio il mantenimento della pubblica proprietà.
E al comitato “Salviamo la Colonia Marina”, restano perplessità. «Rimaniamo in attesa di vedere quel che accadrà - spiega Giulio Passarini, membro del comitato - Per noi comuni mortali quel bando è poco chiaro, questo sì, ma sapremo valutare meglio la questione prima dell'estate. Osserveremo come si svolgerà la vicenda e poi diremo la nostra come abbiamo fatto sino ad oggi». Dal gruppo insomma non si sbilanciano. «In questi casi ci vuole un po' di coraggio da parte degli enti pubblici - aggiunge Paola Mirolli, altra associata - si potevano trovare altri modi per ottenere delle risorse, come per esempio utilizzare dei finanziamenti europei».
La Colonia Marina per adesso rimane un immobile pubblico, sia pur un immobile che sta cadendo a pezzi.
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