Sicurezza
Biogas, il Comune diserta la conferenza ma l’iter va avanti
L’incontro rinviato al 23. Possibile il ritiro della determina che annulla il “papmaa”, ma anche una richiesta di danni
CAPALBIO. Il Comune di Capalbio ha scelto di non presentarsi, ieri mattina, alla conferenza dei servizi in Provincia sull’impianto a biogas in via dell’Origlio. Uno “sgarbo” istituzionale che, in ogni caso, non ha impedito alla conferenza stessa di svolgersi e di decidere un rinvio di qualche giorno (al 23 aprile)per consentire al Comune stesso di rivedere la propria decisione, in particolare sulla determina 98 del 2012 che ha annullato il Papmaa (Programma aziendale pluriennale di miglioramento agricolo-ambientale) per l’impianto stesso. Determina inviata a Sacra (per fax) solo due gioni fa.
Ma andiamo con ordine. Alla conferenza c’erano la Provincia, la società Sacra, rappresentata dall’avvocatessa Luisa Gracili e gli avvocati dei confinanti di via dell’Origlio. Hanno fatto pervenire il proprio parere favorevole all’impianto il Ministero, la Regione, l’Asl, l’Arpat, il Wwf, i Vigili del fuoco. Favorevoli anche tutti i settori competenti della Provincia. Il Comune di Capalbio, però, ha scelto di non presentarsi, basandosi sulla dichiarazione dei proprietari dei terreni che ritengono i contratti di affitto non validi.
Certo è –ha fatto notare l’avvocato di Sacra – che la non validità dei contratti preliminare e di affitto, che Sacra ha in mano in originale, può essere stabilita solo da un giudice, cosa che non è avvenuta. Forte di contratti ritenuti validi, la Sacra ha chiesto quindi che la conferenza dei servizi dia il via libera all’impianto.
Entro il 23 il Comune di Capalbio dovrà decidere cosa fare. Le possibilità, com’è evidente, sono due: 1)ritira la determina e l’impianto viene autorizzato; 2) non ritira la determina.
Nel secondo caso la Sacra è intenzionata a rivolgersi al tribunale. E potrà farlo in due modi: chiedendo al Tar che la determina venga sospesa, oppure chiedendo che venga ritenuta illegittima, aprendo così la strada ad una richiesta di danni. E qui si parla di milioni di euro...
Il problema, infatti, sono i tempi. La centrale a biogas è vantaggiosa per Sacra se rientra nel “conto energia” dell’Enel che dà incentivi economici importanti. Ma la centrale deve essere in produzione entro la fine dell’anno. Se al 31 dicembre del 2012 non lo sarà, Sacra perderà i vantaggi del conto energia, con un danno economico rilevantissimo. Si stima che per realizzare la centrale occorrano otto mesi. Per cui i tempi sono stretti.
Sacra, fra l’altro, nonè intenzionata a lasciare cadere nel vuoto la lettera dai toni molto forti che il sindaco Luigi Bellumori ha inviato alla dirigenza della società, nella quale dice abbastanza chiaramente che avrebbero “truccato le carte”. Una decisione in questo senso non è stata ancora presa, certo è che la pacifica convivenza fra Comune di Capalbio e società proprietaria di gran parte del territorio pare finita.
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