Il Tirreno

Grosseto

Costruttore evade 10 milioni di tasse

di Lorenzo Santorelli
Costruttore evade 10 milioni di tasse

Scoperto incrociando i bilanci e con i sopralluoghi nei cantieri: non aveva mai presentato la dichiarazione dei redditi

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GROSSETO. Per circa due anni una società immobiliare grossetana non ha mai pagato le tasse, riuscendo così ad evadere la cifra siderale di 10 milioni di euro.

La ditta, operante nel settore delle costruzioni residenziali e non, è stata smascherata dalla guardia di finanza; sopralluoghi nei cantieri e nella sede amministrativa, incrocio di bilanci e conti correnti. A fronte di un lucroso giro di affari riconducibile ad un grossetano di mezza età, i militari hanno riscontrato degli "omissis" clamorosi considerando che le dichiarazioni fiscali non venivano affatto presentate.

Gli uomini della sezione operativa del comando provinciale hanno passato al setaccio i conti correnti intestati alla società, al rappresentante legale ed agli altri soci. Dall'esame dei documenti, è emerso che la ditta con sede a Grosseto aveva sottratto al fisco 8 milioni 939 mila euro di quelli che, nel linguaggio tecnico, vengono definiti "elementi positivi", ovvero i ricavi non dichiarati. A questi vanno aggiunti, o per meglio dire tolti, 1 milione e 294 mila euro di "elementi negativi" di reddito scaturiti dai costi gonfiati con le sovrafatturazioni o con le spese non certificate, comprensivi ovviamente di oltre 500mila euro di Iva ed Irap non versate.

Con un modus operandi sommesso e ben lontano dai fragori dei blitz in stile Cortina, le fiamme gialle hanno investigato per quasi due anni sugli affari della società arrivando a scoprirne le irregolarità. Il rappresentante legale è stato denunciato alla Procura con gli addebiti di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti ed omessa presentazione della dichiarazione dei redditi; inoltre è stato segnalato per violazione dell'articolo 137 del testo unico bancario per mendacio e falso interno bancario. La beffa però potrebbe materializzarsi con la probabile messa in liquidazione della società che, di fatto, impedirebbe il rientro nelle casse erariali delle tasse evase.

«Attendista» è l'attributo con il quale Mauro Carri, direttore dell'Ance, definisce la propria reazione una volta che la notizia della scoperta del maxi evasore aveva iniziato a circolare, in particolar modo tra gli addetti ai lavori. «Ci tengo a sottolineare che le responsabilità sono soggettive - dice il numero uno dell'associazione imprese edili e complementari di Grosseto - e non vanno generalizzate a tutta la categoria. Come cittadino e come associazione che, occupandosi esclusivamente di rappresentanza, non ha una contabilità interna e non è mai stata toccata direttamente da eventi di questo tipo, auspico un atteggiamento prudente. In passato ci sono stati tanti imprenditori che alla fine dell'iter giudiziario hanno visto ridimensionate le loro responsabilità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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