Il Tirreno

Grosseto

Rissa davanti al locale Due ragazzi accoltellati

di Francesca Gori
Rissa davanti al locale Due ragazzi accoltellati

Far west nel parcheggio della Marina di Cala Galera, cinque feriti La lite è scoppiata tra due gruppi, uno di argentarini e l’altro di romani

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PORTO ERCOLE. Cinture sfilate dai passanti dei pantaloni buoni, quelli messi per la sera di Pasqua e la lama luccicante di un coltello spuntata fuori all’improvviso. Non era ancora spuntata l’alba, ieri mattina, che nel parcheggio della Marina di Cala Galera è scoppiato l’inferno.

Una trentina di ragazzi, tutti giovani tra i venti e i venticinque anni. Uno di fronte all’altro, differenti probabilmente solo per le loro origini: argentarini, orbetellani e dall’altra parte romani. I due gruppi forse qualcosa da ridire l’uno nei confronti dell’altro ce l’avevano avuto qualche giorno prima sembra per qualcosa che era successo ad Albinia.

Qualcosa che ha scatenato la violenza e le botte: due ragazzi sono finiti in ospedale con ferite da arma da taglio. Infilzati, sanguinanti, sono stati soccorsi dai sanitari del 118 e sono tutt’ora ricoverati al San Giovanni di Dio. Gravi, ma non in pericolo di vita. E ignari dei motivi di tutta quella violenza. Loro erano lì, sono passati e hanno visto quel far west. Poi sono stati aggrediti e feriti.

Tutto è cominciato alle quattro del mattino. Al King’s di Cala Galera la serata era appena finita. Al pianobar, i clienti più grandicelli, nell’ala dedicata alla discoteca i giovani. Tanti i romani in vacanza all’Argentario, tanti anche dentro il locale. Qualcuno fuori, tra quelli che menavano le mani.

In pista i ragazzi ballavano, alla consolle c’era Claudio Coccoluto e la festa andava avanti da sola con qualche vip arrivato all’Argentario proprio per le vacanze di Pasqua. Poi, qualcosa è cambiato, ma non dentro la discoteca: l’inferno è scoppiato fuori, lontano anche dai cancelli del locale.

«Quando sono uscito - dice Luca Prandini, titolare del King’s - davanti al locale non c’era niente. Erano le 4 e avevamo appena spento la musica. ho visto due ragazzi coperti di sangue venirmi incontro. Li conoscevo. Non ho aspettato nemmeno un minuto e ho chiamato carabinieri e 118». Mentre i militari stavano arrivando alla marina di Cala Galera, le ultime persone rimaste dentro al locale non si erano accorte di quello che stava succedendo fuori. «Ho detto a chi era ancora in discoteca di non uscire - dice ancora - perché avevo paura che altre persone si facessero male. Quello che ho visto in quel piazzale era una cosa incredibile». I ragazzi se le stavano dando di santa ragione, roteavano cinture, si prendevano a calci e pugni. A piccoli gruppi. Smettevano, si allontanavano, poi si offendevano di nuovo e ricominciavano a picchiarsi. Il parcheggio della marina di Cala Galera trasformato in un ring dove si è combattuto a più riprese.

Dentro la discoteca, invece, non c’era stato alcun problema né alcuna tensione.

«Quando i litigi scoppiano dentro ai locali - aggiunge Prandini - le avvisaglie ci sono. Domenica sera al King’s nessuno si è accorto di niente». Nessuno avrebbe pronunciato il classico «ti aspetto fuori». Di giovani ce n’erano tanti, dentro e tanti sono rimasti anche fuori. Qualcuno ha cercato, durante la serata, di scavalcare la recinzione per entrare lo stesso. Ma la sicurezza del locale è riuscita a fermarli. «Con quello che è successo dopo però non c’entra niente - aggiunge - perché quando sono uscito io, tra i gruppi che si stavano fronteggiando, non tutti erano dentro il locale, prima». Qualcuno, probabilmente, è arrivato in quel parcheggio proprio quando uscivano quei ragazzi con i quali, sembra, che ci fosse stata un discussione prima.

I carabinieri sono arrivati a Cala Galera con tre pattuglie, e a dare una mano ai militari è arrivata anche un’auto della Polstrada: ma la rissa era finita e tanti di quei giovani che roteavano le cinture in aria, se le erano già infilate nei passanti. Qualche auto è stata danneggiata, qualche finestrino è finito in frantumi.

Il conto, alla fine, è stato di due ragazzi orbetellani in ospedale, uno dei quali colpito con un fendente all’altezza del polmone, e altri tre con una prognosi di cinque giorni.

E tutto questo, probabilmente, solo perché argentarini e romani non si vedono di buon occhio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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