Il dolore
Legna e potature lasciate per strada
FOLLONICA. Il Comune sistema il verde pubblico, poi però lascia cumUli di legname per settimane nei parchi. «Prima di Pasqua Follonica si fa bella per i suoi turisti», così aveva dichiarato l’assesso...
FOLLONICA. Il Comune sistema il verde pubblico, poi però lascia cumUli di legname per settimane nei parchi.
«Prima di Pasqua Follonica si fa bella per i suoi turisti», così aveva dichiarato l’assessore ai lavori pubblici Antonio Cetraro pochi giorni fa. Bene il taglio degli alberi è stato fatto, è vero e rimangono ben visibili le prove.
Alla 167 Ovest, mucchi di legna e di verde sono abbandonati sotto le piante potate da settimane, tra l’altro negli spazi che costeggiano il mercato settimanale. «Ma scusi non potevano portar via tutto subito?», domandano gli inquilini del palazzo di fronte a via Di Vittorio. «Quando sistemiamo i nostri giardini dobbiamo chiamare subito il Coseca perché passi a ritirare i rifiuti prodotti. E l’amministrazione comunale che cosa fa? Pota gli alberi e poi lascia i resti nel terreno, cumuli che potrebbero prendere fuoco in pochi istanti e che rendono inagibile quel parco? E lo spazio di via Di Vittorio è solo uno dei tanti esempi».
Oltre al rischio d’incendio i residenti della 167 Ovest spiegano che con il mercato settimanale quelle cataste diventano pure dei cestini a cielo aperto, con rifiuti di ogni genere che vanno a mischiarsi con il legname. «Di fronte al nostro palazzo - raccontano ancora - c’era un albero pericolante: per mesi abbiamo chiesto l’intervento del Comune, alla fine si sono decisi a venire a tagliarlo prima di Natale. Se passa di lì vede che in terra ci sono ancora i resti di quella potatura, nessuno si è preso la briga di portar via la legna in quattro mesi. E quello è un parco destinato ai bambini».
Vero è che la zona non è centrale e che quindi i turisti che arrivano a Follonica di solito non la frequentano: ma per questo non deve essere considerata al pari delle altre? Questa la domanda dei residenti al Comune.
Paola Villani
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