Il Tirreno

Grosseto

«La pubblicità non basta, servono i servizi»

«La pubblicità non basta, servono i servizi»

L’analisi del professor Scalabrelli: salvaguardare il paesaggio e puntare sul turismo diffuso

3 MINUTI DI LETTURA





CASTEL DEL PIANO. Una visione dura delle cose d’Amiata, ma anche un progetto in testa che è quasi un chiodo fisso. Parliamo della crisi economica che sta attraversando l’Amiata col professor Giancarlo Scalabrelli, docente all’università di Pisa al dipartimento di “Coltivazione e difesa delle specie legnose”, gran conoscitore di Amiata e soprattutto del suo ambiente e della sua economia legata all’agricoltura.

Un colpo d’occhio, quello di Scalabrelli, che ha un sapore amaro: «La crisi che stiamo attraversando in Amiata - spiega - ha due origini, una lontana, indipendente da chi l’ha amministrata o chi l’amministra oggi, poi una seconda a carattere locale, per la quale è difficile gettare la croce addosso agli amministratori, ma che richiederebbe una svolta».

L’origine lontana, spiega lo studioso, è legata al cambiamento dello stile di vita, alla maggiore richiesta di beni e di servizi per tutti. «Tutto ciò che sono opere pubbliche in Italia, ad esempio - spiega Scalabrelli - è gravato di costi addizionali gonfiati (inefficienza, tangenti, cricca del malaffare, aste truccate) che pesano sul bilancio complessivo dello Stato e quindi sui cittadini. La globalizzazione ha fatto il resto; il costo del lavoro è in alcuni Paesi uguale a 8-10 dollari il giorno, contro i nostri 50-100».

Di questo passo, avverte Scalabrelli, quasi tutte le aziende, agricole, industrie e artigiane, andranno fuori mercato, tranne quelle che offriranno beni e servizi a prezzi competitivi. «Se è vero che non possiamo più produrre grano perché a Bari arrivano navi di grano australiano che ingolfa il mercato e condiziona il prezzo - riporta a mo’ di esempio il docente - per il vino è la stessa cosa: arrivano cisterne di vino a Livorno a 35 centesimi al litro. Abbiamo prodotto vini di pregio che rimangono invenduti, perché a pari qualità costano troppo, quindi non è più pensabile di fare bilancio con il vino, come non lo è per l’olio. Dovremmo esportare i prodotti ma occorre fare promozione che costa ed è difficile che raggiunga l’ipotetico consumatore. Abbiamo smantellato le stalle e il sistema produttivo perché gli altri producono a costi più bassi (i legumi, il grano, gli ortofrutticoli), saremo sempre più dipendenti dall’estero ma dovremo avere sempre risorse per acquistare beni che non produciamo».

Cosa vede, dunque, Scalabrelli per l’Amiata? «Conservare bene l’ambiente e il paesaggio, tenere gli occhi aperti sulle realizzazioni che rischiano di sfruttare e snaturare il territorio (geotermia con attenzione); favorire gli insediamenti rurali a indirizzo multifunzionale (attività produttiva, agriturismo, prodotti locali) e multiservizio; stimolare la produzione e il commercio dei prodotti locali, con la catena corta; va sciolto il nodo su quale tipo di turismo si vuol fare: d’élite, residenziale, diffuso? Ma credo che si dovrebbe tentare di realizzare una vera e propria rete di servizi articolati».

L’esempio arriva dall’estero. «Le strade del vino e dei sapori sarebbero una bella cosa, ma andrebbero vitalizzate con piani di lavoro orientati a fornire servizi e non solo ad illustrare l’esistente», dice Scalabrelli che indica un contenitore “Amiata”, attorno al quale far ruotare, produzione, ambiente, natura, tempo libero, servizi e turismo diffuso (niente alberghi da 500 camere). Solo strutture a misura d’uomo.

E infine un utilizzo accorto del web per mettere in comunicazione l’Amiata con il mondo. A proposito: «Cosa fa la Camera di Commercio di Grosseto?», si chiede Scalabrelli. «L’aver sponsorizzato Maremma wineshire, non è abbastanza per far decollare un settore che non ha bisogno di saloni del vino ma di persone che si rimbocchino le maniche. Se qualcuno ha a cuore il futuro dell’Amiata sono pronto a predisporre e a collaborare a questo progetto», conclude il professor Scalabrelli. (f.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa