Proteste
«Cimitero, al catasto ci pensi il Comune»
L’Agenzia del Territorio invita Nomadelfia a regolarizzarsi ma la comunità replica: «Lo abbiamo donato all’ente 10 anni fa»
GROSSETO. Costruirsi da soli, e con il proprio sudato lavoro, il cimitero, donarlo al Comune e poi vedersi tirare in causa dall’Agenzia del Territorio perché non è stato accatastato.
Non è stato indolore per gli abitanti di Nomadelfia scoprire di essere stati inscritti dall’Agenzia nella lista degli oltre 7mila proprietari di immobili che non hanno accatastato alcuni loro beni, i cui nomi sono stati pubblicati sui siti internet dei 28 comuni della provincia di Grosseto.
Anche la pacifica comunità cattolica alle porte della città, dove vivono quasi 300 persone, figura infatti tra i proprietari contestati per una particella che manca all’appello. Nella sua ricognizione aerea, tra le migliaia di fotografie scattate ad altrettante costruzioni “sospette”, l’Agenzia ha infatti immortalato anche il camposanto della comunità. Il quale non compare nel registro del catasto e da qui è partita la segnalazione al “proprietario”, ovvero, per l’Agenzia, a Nomadelfia. Peccato, però, che il cimitero appartenga in realtà al Comune di Grosseto.
«Lo abbiamo costruito nel 2000», spiega Giancarlo, che per Nomadelfia si occupa delle questioni tecniche e, come è costume all’interno della comunità, non usa il cognome. «Ma siccome i cimiteri devono essere di proprietà comunale, lo abbiamo ceduto al Comune di Grosseto, con regolare atto notarile».
Da più di dieci anni, dunque, proprietario del piccolo camposanto è il Municipio grossetano. Ma non finisce qui. «Negli anni abbiamo ricevuto a più riprese comunicazioni dall’Agenzia del Territorio - spiega Giancarlo - e mi pare almeno tre, con cui ci chiedeva di accatastare il cimitero. E tutte le volte abbiamo risposto presentando la documentazione che accertava la donazione e spiegando senza ombra di dubbio che questo passaggio lo deve fare il proprietario, cioè il Comune di Grosseto, perché è lui il proprietario. L’Agenzia, dunque, sa benissimo che non è Nomadelfia la proprietaria. Allo stesso tempo abbiamo anche sollecitato il Comune a fare questo accatastamento».
Possibile, allora, che si tratti di un altro immobile? «No - spiega Giancarlo - perché recentemente, quando c’è stato il passaggio dal catasto dei terreni al catasto urbano, abbiamo dovuto rifare tutte le pratiche, chiedendo aiuto a dei geometri che hanno riconsegnato al catasto ogni singolo edificio senza tralasciare niente».
Non altrettanto solerte, lamentano a Nomadelfia, è stato il Comune: la pratica, da piazza Duomo, non è mai arrivata in via Roma, sede dell’Agenzia. A rimetterci sono però quelli di Nomadelfia, che si sono sentiti tirare ingiustamente in ballo per un doppio errore “annunciato”. E che ora dovranno, per l’ennesima volta, vedersela con la burocrazia.
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