Il Tirreno

Grosseto

«Un’emozione rientrare nel cantiere»

di Pierluigi Sposato
«Un’emozione rientrare nel cantiere»

Concu si prepara a riaprire Sant’Antonio dissequestrato: «La mia dittà c’è ancora, proviamo a ricominciare a lavorare»

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CAMPAGNATICO. «Non so se entrerò oggi o domani nel mio cantiere. Ma quando rientrerò, sarà sicuramente un’emozione forte». Giuseppe Concu si prepara. Materialmente e spiritualmente. Non mette piede a Sant’Antonio da quasi cinque anni, dall’epoca del sequestro, anche se era stato nominato custode giudiziario dell’immobile. La confisca è stata annullata dalla sentenza di secondo grado che pure lo ha condannato, la Corte di appello lo ha autorizzato a entrare per eseguire il ripristino di quelle opere comunque ritenutte abusive dalla sanatoria. Concu si prepara a rinascere.

«La ditta non è fallita, è ancora in piedi. Lavoriamo poco ma è ancora in piedi - precisa - Nessun fallimento, anche se abbiamo dovuto ridurre l’attività. Nonsoloinfissi sta ricominciando a lavorare. Come fabbri, non con altri settori. Dipendenti? No, al momento non ne ho. Ma spero di poterne assumere».

Concu confessa di essere tornato davanti al proprio cantiere, in questi anni: «Ci sono passato varie volte». Ma il tempo lo ha rovinato? «Non lo so, devo vedere. Quello che so è che tutto ciò che è stato fatto lì dentro è stato fatto col cuore. Io arrivavo lì alle 7,30 e andavo via alle 20. Lo curavo. Non credo che sia troppo rovinato dagli agenti atmosferici. Consideri che lì c’è il cemento migliore. Non so, devo vedere: dopo quasi cinque anni...».

Per Concu, si è chiusa una pagina. Se ne apre, forse un’altra. «Non è stato facile, non sarà facile. Con i beni confiscati, le banche vanno con i piedi di piombo. A Sant’Antonio ci ho speso 1 milione e 288 mila euro, di cui 400 mila sono debiti con le banche. E ciò che dico è tutto documentato, ho le fatture: le ho portate tutte al giudice Pedone», aggiunge riferendosi al giudice che ha fermato - su istanza dell’avvocato Gabriella Sartiani - l’esecuzione immobiliare. «Diciamo che ho avuto un bel regalo di Pasqua con l’autorizzazione a rimuovere i sigilli. Moralmente, non economicamente».

Concu è stato assolto per la vicenda del canile, di cui abbiamo dato conto nei giorni scorsi, ma è sotto accusa in altri due procedimenti. Ha paura? «No, spero di uscire anche da questi con un’assoluzione. Per il caso Sant’Antonio ho avuto 2 mesi e 20 giorni di arresto ma per un abuso edilizio, non per lottizzazione abusiva. Adesso mi devo difendere dalle accuse per due palazzine al Granaione, una ricavata da annessi, una dall’abbattimento di un ex podere Ente Maremma. Ma io certi lavori non li ho nemmeno fatti. A Stertignano, invece, ho fatto scale e le un muro scannafosso e ho sistemato un terreno livellandolo.Altri hanno fatti altri lavori. Hanno messo tutto sotto sequestro ma io non ho fatto nulla di irregolare. Eppoi è tutto documentabile: ci sono le fatture, è tutto trasparente, si può ricostruire esattamente ciò che ho fatto in questo o quel cantiere. Non so: forse si è pensato che Concu fosse quello che lavorava facendo lottizzazioni abusive. E invece non è vero, non è così: l’ho dimostrato, lo dimostrerò».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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