La manifestazione
«Rinnoviamo le concessioni»
Sani (Pd) chiede al governo una normativa omogenea sul demanio
GROSSETO. Sulle spiagge della Maremma l’emergenza non è soltanto quella del decreto sull’installazione delle attrezzature rimuovibili. Ci sono anche le concessioni demaniali a far tribolare e non poco i gestori dei bagnetti. «Omogeneizzare la scadenza di tutte le vigenti concessioni demaniali marittime (turistiche e non turistiche) al 31 dicembre 2015, e definire presto una “normativa quadro” nazionale che garantisca uniformità legislativa per criteri e modalità di affidamento delle concessioni». A chiederlo al governo Monti, con un’interrogazione presentata nelle commissioni Trasporti e Finanze, è l’onorevole Luca Sani.
«Attualmente – sottolinea Sani – abbiamo una situazione paradossale, con una doppia scadenza: il 31 dicembre 2015 per le concessioni demaniali a fini turistici ricettivi (stabilimenti balneari, scuole vela), ed una al 31 dicembre di quest’anno che riguarda tutte le altre concessioni ad uso diverso da quello turistico ricreativo (come ad esempio i cantieri navali, le officine meccaniche o i punti d’ormeggio). Una disparità di trattamento che non ha senso e che tra l’altro, nel caso delle concessioni non turistiche con attività economiche che lavorano tutto l’anno, alimenta la confusione con Enti che anche a distanza di pochi chilometri l’uno dall’altro, applicano la normativa in modo diverso». Per entrambi i tipi di concessione, per le quali la Bolkestein ha previsto la sospensione del rinnovo automatico, c’è poi il problema della durata nel tempo rispetto agli investimenti sostenuti. «Aldilà di molte altre considerazioni – conclude Sani – è chiaro che c’è comunque l’esigenza di mettere omogeneizzare in prima battuta le scadenze delle concessioni al dicembre 2015, e poi di mettere a punto una normativa quadro che, nel rispetto dei principi stabiliti dalla direttiva europea, trovi una composizione degli interessi dei concessionari e gli dia garanzie rispetto agli investimenti e alla loro profittabilità nel periodo di concessione. Nel fare questo, peraltro, va tenuto conto della peculiarità del modello d’impresa che nel nostro Paese si è sviluppato negli anni, e che tanto ha contribuito al successo del nostro turismo balneare».
L’interrogazione è stata presentata al premier Monti perché servono leggi che garantiscano la sopravvivenza delle aziende che lavorano sul demanio.
In Maremma le attività colpite dalla direttiva Bolkenstein sono tantissime.
Non sono soltanto i pontili, i bagnetti e le strutture che offrono servizi turistici affacciati sul mare. Sono anche tutte quelle attività che sulla costa lavorano tutto l’anno: cantieri navali, meccanici che si occupano di nautica. Con un indotto di decine di migliaia di persone che rischiano di perdere il proprio posto di lavoro.
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