Il Tirreno

Grosseto

Quale futuro per il commercio? Il Comune ascolta i cittadini

di Paola Villani

Sì alla riqualificazione e allo sviluppo delle piccole e medie imprese, no ai megacentri Un questionario si affianca alle linee guida già individuate per i quartieri di Follonica

3 MINUTI DI LETTURA





FOLLONICA. No ad altri mega centri commerciali, sì allo sviluppo delle piccole e medie attività e sì ai raggruppamenti in associazioni dei negozianti.

Queste le linee guida dell’amministrazione: adesso la parola passa ai cittadini. Il Comune di Follonica non è nuovo ai processi partecipativi, due dei più recenti sono quelli dedicati al Piano del traffico e alla ristrutturazione della Colonia Marina. Adesso è la volta del commercio.

L’amministrazione comunale infatti dovrà presto stilare il nuovo piano che delineerà la regolamentazione di questo settore per i prossimi anni: numero dei mercati, posizione e quantità delle edicole e dei distributori di benzina, degli esercizi di somministrazione di bevande e di alimenti, dei supermercati, sono solo alcuni degli aspetti sui quali il Comune sarà chiamato a stilare nuove norme.

Per farlo anche stavolta si è deciso di coinvolgere la città intera attraverso dei questionari rivolti sia ai commercianti che ai follonichesi in genere: tutte le informazioni sono state raccolte in un sito internet, Follonica 2020.

«Il Comune di Follonica - si legge nella pagina web appunto - nell’ambito dell’Osservatorio del commercio, desidera rilanciare la città attraverso la riqualificazione del settore commerciale e dei pubblici esercizi (bar, ristoranti, ecc.). Gli obbiettivi prioritari riguardano la zona del centro storico, quelle di Pratoranieri, 167 Ovest, San Luigi – Capannino, l’area di Levante e quella industriale».

Una “rivoluzione” per far crescere l’economia locale, composta principalmente da piccole imprese, ascoltando però il pensiero dei cittadini coinvolti e non.

Intanto l’amministrazione ha tracciato già delle proposte di massima. Volontà del Comune è quella di incentivare nel centro e in via della Repubblica la presenza di medie strutture non alimentari, limitate a non più di 600 metri quadri di grandezza, per non creare problemi al sistema della sosta e della mobilità.

Per il Capannino e San Luigi non si prevedono ad oggi altri grandi megastore, ma solo eventuali ampliamenti dei due centri commerciali già esistenti.

Nella 167 Ovest, caratterizzata dalla presenza di supermercati e discount che non superano i 2500 metri quadrati, il Comune detta alcuni criteri per le nuove aperture sempre della stessa categoria: non oltrepassare i 500 metri quadri di superficie di vendita e per quanto riguarda i discount è opportuno che la loro localizzazione preveda una dotazione adeguata di aree di parcheggio e di aree di carico e scarico delle merci, separate tra loro e distinte dagli ingressi pedonali della clientela.

Per la 167 Est invece la fotografia attuale non è delle migliori, pochi negozi e mal organizzati rispetto alla popolosità del quartiere: le linee tracciate dall’amministrazione sono due prevedere nuove collocazioni di medie strutture e la creazione di centri commerciali naturali, che uniscano in un intento comune le botteghe presenti.

A Pratoranieri invece vista la forte incidenza di seconde case, devono essere messe in campo politiche per riqualificare e aumentare la rete commerciale, sviluppando la presenza di piccoli e medi esercizi.

Infine non sono previste altre nuove grandi strutture commerciali all’interno della zona industriale, come previsto anche nel Regolamento urbanistico.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze