Il Tirreno

Grosseto

Nessuno investe più su cavalli e cavalieri «Così l’ippica muore»

di Sabino Zuppa
Nessuno investe più su cavalli e cavalieri «Così l’ippica muore»

L’accusa dei Forcelloni, consigliere Fise, agli enti pubblici Manifestazioni flop nonostante i grandi campioni in gara

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GROSSETO. Un commento tutt’altro che piacevole, quello fatto qualche giorno fa dalle pagine del nostro giornale da parte di Joe Whitaker, cavaliere inglese di grande fama che sta all’equitazione come Maradona starebbe al calcio giocato. Parole che hanno confermato quello che è ormai noto nel mondo locale del cavallo, cioè che il pubblico non segue le manifestazioni ippiche di rilievo come è stato l’Etruscan tour a Follonica, dove 500 tra i cavalli e cavalieri più conosciuti al mondo si sono incontrati per tre week end. E tutto questo sommato al fatto che, anche un componente della grande famiglia ippica dei Whitaker, già conosceva la Maremma come famosissima terra di cavalli meravigliandosi di non vedere spettatori ai lati del campo di gara. Parole che tuttavia non hanno sorpreso Federico Forcelloni, consigliere nazionale Fise presente domenica scorsa durante lo svolgimento della penultima tappa del Campionato Maremmano di salto ostacoli svoltasi al Centro di equitazione di Giannella: «Nessuno meglio di me capisce Whitaker, perchè girando l’Italia e l’Europa tutti mi segnalano - dice - anchecon un pizzico di invidia, la grande fortuna di vivere in una terra di splendidi equini non sapendo che in realtà, qui da noi, la cultura del cavallo non viene alimentata». Parole dette da anni, anche in tempi non sospetti, che confermano ulteriormente il grande problema della nostra zona: «In provincia non esiste attività di promozione del settore: nessun ente locale punta sul nostro splendido animale per incentivare turismo, spettacolo ed anche economia - dice - Non si riesce ad organizzare, nella patria dei butteri, un manifestazione che coinvolga tutti i settori legati ad ippica ed equitazione». E con ulteriori note di rammarico Forcelloni continua: «Eppure basta spostarsi di poco: nel viterbese la passione si tocca con mano, così come ad Arezzo all’ultima manifestazione internazionale c’erano 1200 spettatori: per non parlare della Sardegna dove la regione ha stanziato grandi fondi per la valorizzazione di quello che è più di un semplice animale: un elemento che fa parte integrante di una terra da cui la Maremma, in quanto a cavalli, non è poi così lontana». Dunque l’ennesimo appello a politici ed amministratori a valorizzare un grande valore aggiunto del nostro territorio, tanto più che secondo la Fise il tesseramento di appassionati segnala un incremento, in totale controtendenza con le altre federazioni sportive: sono 26 i circoli affiliati nella nostra provincia, a testimonianza che c’è sempre l’interesse per questo splendido animale, da parte dei grossetani».

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