Sicurezza
L’Amiata inizia a perdere abitanti
Per la prima volta dal 2007 si interrompe la crescita nonostante l’aumento degli stranieri. A rischio anche i servizi
CASTEL DEL PIANO. Popolazione dell’Amiata in calo. Nonostante la forte presenza di immigrati nel comprensorio, la popolazione complessiva dell’Amiata grossetana diminuisce di 20 unità secondo i numeri del dicembre 2011 e si attesta su 19.609 abitanti, dai 19.629 in chiusura 2010.
Si interrompe, anche se con una bassa flessione, il trend di crescita, pur esiguo, della popolazione iniziato nel 2007 e proseguito negli ultimi anni. La crescita della popolazione di un territorio, fra l’altro, a bassissima densità abitativa (si va dai 10 abitanti per chilometro quadrato di Roccalbegna ai 51-70 di Castel del Piano, passando dai 10-20 di Cinigiano e Semproniano, ai 20-30 di Seggiano e Castell’Azzara, ai 30-50 di Arcidosso e Santa Fiora) era dovuta in particolare all’immigrazione di extracomunitari e comunitari: erano 1.985 nel 2010 (8,91%) e 3.003 (13,5%) nel 2011. Nemmeno gli oltre mille stranieri in Amiata riescono a mantenere positivo l’andamento demografico.
Il paese con più presenze straniere è Arcidosso col 22% (1.011), il più contenuto Castell’Azzara col 5,9% (96); non stanno a guardare Cinigiano e Seggiano col loro 18% e Castel del Piano con il 13% (610).
Per ciò che riguarda gli abitanti di ciascun comune, delle otto realtà dell’unione cresce Arcidosso da 4.427 a 4.460 (ma con iscrizione di 1.011 stranieri, 879 in più rispetto al 2010) e poi Seggiano che balza da 998 a 1.026 abitanti e si salva, così, dal pericolo di scomparire come comune autonomo.
Diminuisce anche Castel del Piano dopo il trend che lo aveva sempre visto in crescita negli ultimi anni e diminuiscono, appunto, anche a fronte di aumento di immigrazione (da 566 a 610 stranieri). Con l’eccezione di Roccalbegna che scende a 1.116 abitanti con 116 stranieri da 1.136 con 118 stranieri. Santa Fiora mantiene per il 2011 i suoi 2.773 abitanti, proprio come nel 2010. Ma si garantisce il numero con 29 stranieri in più rispetto al 2010. Una popolazione, fra l’altro, anziana: appena 4.651 le persone fra 0 e 30 anni. Il resto, e cioè 15mila persone circa hanno fra 31 e 76 anni, così distribuite: 9.271 fra 31 e 65 anni; 2.405 fra 66 e 75 anni; e 3.198 da 76 anni in su. Una popolazione di immigrati e di pensionati, con pochi giovani.
L’analisi che si impone e che i politici preferiscono rimandare a quando saranno ufficializzati i risultati del censimento, induce cercare la causa del calo demografico nei venti di crisi delle aziende storiche del territorio: da Floramiata a Amtec, ma anche nel venir meno di serbatoi di lavoro come l’ospedale di Castel del Piano, e di tutta la filiera che ne derivava, nel collasso delle piccolissime imprese artigiane, nella mancanza di una viabilità accettabile, nella inesorabile scomparsa o erosione di servizi, nella difficoltà, infine, di far sentire il proprio peso e la propria voce nelle stanze dei bottoni. Un cane che si morde la coda, perché i servizi si tolgono in mancanza di numeri sufficienti di utenza, ma i numeri diminuiscono sempre più proprio per mancanza di servizi.
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