Il dolore
«Ecco le mie quattro mosse per Pitigliano»
Marco Bianchi, ex assessore all’urbanistica e candidato a sindaco, presenta la sua nuova lista
PITIGLIANO. Marco Bianchi, dal 1998 al 2007 assessore all’urbanistica con l’amministrazione Brozzi e, dal 2007 al 2012 capogruppo di opposizione della lista “Uniti per cambiare”, concorrerà alla carica di sindaco per Pitigliano alle amministrative di maggio con la lista “Quattro mosse per Pitigliano 2012”.
Bianchi, quali sono le quattro mosse?
«È evidente che la dizione “quattro mosse” sta a significare che a Pitigliano non servono grandi opere o interventi di chissà quale natura: se andiamo ad analizzare i temi ricorrenti dei programmi elettorali ci accorgiamo che sono sempre gli stessi: occupazione, sviluppo, turismo, ambiente. Noi ci vogliamo differenziare tentando lo scacco matto: quattro mosse le fanno tutti, noi vogliamo andare oltre sulla base di principi quali quelli della coerenza, esperienza, originalità, concretezza. Anche noi pensiamo di creare occupazione, ad esempio con la realizzazione di un telecentro che darà lavoro ad una decina di persone; puntiamo poi a rilanciare il compimento del complesso termale ad oggi incompiuto».
Lei nel 2002 dava come imminente l’apertura delle terme di Pitigliano. Sono trascorsi dieci anni e ancora niente.
«Ero e sono tuttora un convinto assertore che quell’intervento avrebbe modificato le sorti del nostro territorio, portando benefici all’intera collettività. Il mio ruolo allora, e quello che mi propongo di fare nel prosieguo, è assolvere ai compiti propri dell’amministrazione comunale, tant’è che il procedimento amministrativo e tutti gli atti necessari del complesso termale pitiglianese sono stati portati a compimento, per cui i presupposti e l’indirizzo politico-amministrativo è stato espletato. Le vicende poi che hanno interrotto la realizzazione della struttura sono altra cosa».
E secondo lei come si può ripartire?
«Rimettendo in campo tutti gli attori, che allora hanno permesso, ognuno per le proprie competenze, la costruzione del complesso, stavolta con l’obiettivo di ultimarlo».
Lei è stato assessore all’urbanistica per molti anni, ma a Pitigliano ci sono ancora tanti problemi irrisolti: marciapiedi, fognature...
«Esistono più livelli d’intervento. A me nel 1999 toccò il compito di avviare un piano regolatore bloccato; a seguire la stesura del regolamento edilizio e l’immediata, per obbligo di legge, pianificazione del piano strutturale. Il livello successivo consta nell’affrontare e risolvere i vari problemi: ciò dovrebbe essere un costante motivo di attenzione da parte di un’amministrazione attenta ai bisogni della gente, tant’è che i problemi da lei citati sono stati oggetto di mie interrogazioni comunali al sindaco».
Sei liste a Pitigliano. I partiti che fine hanno fatto?
«Non è mia intenzione analizzare o fare considerazioni sulle altre liste: non per mancanza di rispetto, ma perché sono convinto di sottopormi al giudizio degli altri senza andare a giudicare. La crisi politica dei partiti è sotto gli occhi di tutti, ma nonostante ciò chi politicamente si riconosce nei valori e nei principi contenuti nel nostro programma è libero di condividerlo».
Antonello Carrucoli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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