Il Tirreno

Grosseto

Centinaia di palloncini per Jasmin

di Lorenzo Santorelli
Centinaia di palloncini per Jasmin

Flash mob a Roccastrada per la bambina contesa, ora parte un’altra raccolta di firme

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ROCCASTRADA. Una leggera pioggia non ha placato il volo dei cento palloncini colorati librati nel cielo di Roccastrada. Alle 10.30 in punto, dopo che il sindaco Innocenti aveva appena finito di scandire al megafono il conto alla rovescia, i bambini delle elementari li hanno lasciati andare e la piccola Jasmin ha ricevuto l'abbraccio simbolico di una comunità intera. Al flash mob organizzato dai "Roccastradini nel Mondo" hanno partecipato più di cento persone tra bambini e adulti. Oltre al primo cittadino c'era anche il presidente della Provincia Marras e i tanti genitori dei compagni di scuola e gli amici di Parisa Arefi Doost che hanno voluto testimoniarle la loro vicinanza. La madre di Jasmin sta conducendo da mesi una lotta strenua per far rimanere la figlia in Italia, a dispetto della decisione del tribunale di Kempten che ha attribuito al padre la "determinazione della residenza". I due coniugi si stanno separando e se Jasmin dovesse andare in Germania Parisa, a causa delle rigidità dell’istituzione tedesca che si occupa dei minori,correrebbe il rischio di non rivederla più. «Sono commossa - dice la donna - iniziative come questa per noi sono gesti d'amore. Da sole non ce la faremmo ad andare avanti». A emozionarla sono stati i disegni e le lettere che i bambini di due classi della scuola elementare hanno dedicato alla figlia. «Cara Jasmin, fatti ascoltare dal giudice. Tu hai il diritto di restare con tua madre se lo vuoi, fallo capire anche a tuo padre. Con amore, Alice». E ancora: «Non ti preoccupare, risolveremo tutto ma non devi piangere. Samir». Nonostante l'affetto ricevuto, mamma e figlia farebbero volentieri a meno di queste attenzioni. «Jasmin si è resa conto che erano tutti lì per lei ed è stata felice. Però appena è finito il flash mob è voluta tornare a casa. Siamo entrambe molto stanche e snervate, vorremmo soltanto un po' di pace e poter vivere normalmente». La settimana appena trascorsa è stata sfibrante per la bambina che è stata ascolta dal giudice del Tribunale dei Minori a Firenze, da uno psicologo e da un assistente sociale. «L'ho accompagnata io - racconta Parisa - ma lei non aveva voglia di parlare. Ai colloqui non ho potuto assistere se non per i primi minuti e una volta terminati era turbata. Ha però detto di voler rimanere in Italia». Il 17 aprile sempre al Tribunale dei minori in programma un incontro cruciale tra i due genitori, un confronto davanti ai giudici dove verrà cercata, forse per l'ultima volta, una soluzione indolore. «Ho chiesto a mio marito di venire a vivere in Italia, anche da me come separati in casa. Gli ho detto che in Germania per colpa delle istituzioni anche lui rischia di perdere la figlia che potrebbe essere affidata ad un istituto. Ma lui ha rifiutato». Durante il flash mob è cominciata una raccolta di firme per sensibilizzare i parlamentari europei. «Con chi è rientrato per Pasqua, potremmo arrivare a mille - sostiene il sindaco Innocenti - la libera circolazione dei cittadini tra i paesi europei stride con l'obbligo di dimora che imposto alla minore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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